Spinosa: “Siamo i padroni di casa”, i retroscena dell’inchiesta al Porto

Spinosa: “Siamo i padroni di casa”, i retroscena dell’inchiesta al Porto

Da una parte il dirigente Franco Spinosa affetto da “delirio di onnipotenza”, dall’altra l’imprenditore Nicola Di Sarno, calmo e serafico il cui unico lamento è per il presunto accanimento di investigatori, comitati di cittadini e parte della stampa sulle attività del suo gruppo imprenditoriale. E sullo sfondo il porto di Gaeta dove, forse per la prima volta, una Procura della Repubblica apre uno squarcio reale nella nebbia che già fagocitò le vite di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

“Siamo i padroni di casa” e, riferendosi alle indagini della Guardia Costiera che tentano di dipanare la ragnatela di rapporti privilegiati al porto “loro non è che devono sindacare sul nostro modo di agire”. A parlare, intercettato nel proprio ufficio e al telefono, è Franco Spinosa, dal dicembre del 2011 dirigente responsabile della Sede di Gaeta dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, nel 2003 consulente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia per la fase di start up della nuova Sede di Gaeta e poi, prima di ricoprire l’attuale incarico, dirigente, sempre per l’Autorità Portuale a Gaeta, del Demanio e del Lavoro Portuale (PDF CV-FRANCO-SPINOSA).

Franco Spinosa

Franco Spinosa

“Un atteggiamento generalizzato che costituisce quasi estremizzazione di una sorta di delirio di onnipotenza per cui lo Spinosa si pone all’esterno come dominus incontrastato di tutte le vicende relative al porto di Gaeta”. Così viene descritto il dirigente gaetano dal sostituto procuratore Alfredo Mattei titolare dell’indagine “Porto Sicuro”, condiviso totalmente dal gip del Tribunale di Cassino Angelo Valerio Lanna che però non ne accoglie la richiesta di arresti domiciliari ma solo la sospensione per due mesi non giudicandolo pericoloso fuori dalle sue mansioni.

Nicola Di Sarno - foto telefree.it -

Nicola Di Sarno – foto telefree.it –

E insieme a Spinosa, a piede libero, vengono denunciate altre tre persone, gli imprenditori Nicola Di Sarno e Andrea Di Grandi, il ragioniere Daniele Ripa di Castrocielo e tre società, la Interminal, la Di Grandi Catania srl e una sua controllata.

 

A PAGINA 2 ‘LE INDAGINI’

A PAGINA 3 ‘IL DIRIGENTE ‘MONGOLOIDE’ ‘

A PAGINA 4 ‘IN DIFESA DI DI SARNO’

A PAGINA 5 ‘RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO – LE INTERCETTAZIONI’

A PAGINA 6 ‘FAVORI ECONOMICI E AMMINISTRATIVI AI PRIVATI’

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