Spinosa: “Siamo i padroni di casa”, i retroscena dell’inchiesta al Porto

Spinosa: “Siamo i padroni di casa”, i retroscena dell’inchiesta al Porto
Capitaneria di Porto di Gaeta

Capitaneria di Porto di Gaeta

FAVORI ECONOMICI E AMMINISTRATIVI AI PRIVATI – Spinosa, inoltre, a quanto emerge dalle conversazioni, sa che è in corso un’inchiesta e per questo tenta di incontrare il sostituto procuratore Mattei, di individuare l’esistenza di microspie nell’auto, di concordare una difesa con un alta persona quando questa viene chiamata per essere ascoltata dall’organo di polizia giudiziaria sull’illegittima applicazione delle tariffe di occupazione al porto, “Tu gli devi dire questo”, che avrebbero portato, facendo figurare una zona per l’altra, a un indebito vantaggio a Interminal di oltre 680mila euro, di circa 360mila euro a Di Grandi, cifre poi oggetto di sequestro. Inoltre, plurime autorizzazioni di concessioni senza specificare la durata che, di fatto, impedivano gare e concorrenza. Una vita quasi in simbiosi con la società di Di Sarno per il dirigente gaetano che stupisce anche la Procura quando lo ascolta trovare accordi ed escamotage con dirigenti Interminal per farsi trovare pronti quando l’autorità chiederà conto dei pagamenti concessori e quant’altro.

LO SCAMBIO – Quale allora il vantaggio di questi favori al privato? La Procura lo individua non in uno scambio di mazzette stile “manipulite” ma nell’assunzione da parte di Interminal, in posizione qualificata e a tempo indeterminato, di personale indicato dall’ente pubblico ovvero da Spinosa. E proprio su questo scambio la Procura e gli uomini del comandante della Guardia Costiera Nicastro si concentrano.

INterminal gt 5_0Ne emergono così diverse conversazioni, supportate da interrogatori di persone informate dei fatti tra cui quella dello stesso assunto, che così rivelano il sistema in vigore al porto. A cominciare da quanto ascoltano il 3 marzo 2014 in un dialogo tra Spinosa e un responsabile tecnico Interminal, uomo fidato di Di Sarno. Dopo aver affrontato altri discorsi, infatti, il dirigente gaetano chiede del colloquio di lavoro che la persona interessata avrebbe dovuto sostenere facendo quasi cadere dalle nuvole il responsabile Interminal che aveva dimenticato la mail con il curriculum nella posta, evidentemente, ritiene la Procura, non ritenendo il profilo d’interesse.

Spinosa: “Allora lo chiami tu?
Responsabile Interminal: “Lo chiamo così gli faccio il colloquio”
Spinosa: “Ti raccomando”

Una assunzione a cui si interessa non solo Spinosa ma anche un politico in passato vicino alla attuale giunta Mitrano, l’ex assessore Giovanbattista Balletta, che, di fatto, con un messaggio a Di Sarno, ne caldeggia innocentemente l’assunzione avendolo già avuto in servizio alla Grimaldi e di fatto, a sua volta, conferma l’avvenuto colloquio: “Ho saputo del colloquio che M. ha avuto con B.V.. Mi permetto: ragazzo molto preciso sul lavoro, educato e serio. Ti abbraccio, a presto”.

La Guardia Costiera decide di approfondire e così ascolta i vertici Intergroup – Interminal (già finita al centro della cronaca degli ultimi mesi per il sequestro del deposito a Sessa Aurunca su cui a settembre, dopo la richiesta di proroga, si esprimerà il Tar e per l’ulteriore sequestro di capannoni abusivi a Gaeta), che spiegano tutte le procedure che la ditta adotta in caso di assunzione, che poi di fatto avviene a giugno 2014. E a ulteriore conferma che l’intervento di Spinosa è stato determinante, ci penserà lo stesso assunto: “Ho interessato Spinosa attraverso mio zio che lo contattava per il tramite di un amico fratello dell’ex sindaco di Gaeta”.

E le indagini non sono finite.

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