***video***SPARI CONTRO UN ISPETTORE DEL COMMISSARIATO DI FONDI: LE INDAGINI SUI QUATTRO ARRESTATI


Alle prime ore della mattinata odierna il Commissariato di P.S. “Fondi”, coadiuvato da personale della Squadra Mobile della Questura di Latina, ha dato esecuzione ad una serie di Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Latina dott.ssa Laura Matilde Campoli, su richiesta del Pubblico Ministero Daria Monsurrò, sostituto Procuratore della Repubblica, di quattro cittadini italiani originari del sud pontino  ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola, danneggiamento, minaccia aggravata a Pubblico Ufficiale ed esplosioni pericolose. I soggetti indagati sono:

1.    BARTOLOMEI Massimo nato a Fondi (LT) il 09.12.1972 ed ivi residente;
2.    CARROCCIA Nico nato a Terracina (LT) il 07.4.82 res. in Lenola;
3.    PALLOZZI Tonino nato a Fondi (LT) il 17.01.81 ed ivi residente;
4.    CARNEVALE Giuseppe (detto Pinuccio  “picano”) nato a Fondi (LT) il 09.08.67 ed ivi residente.

Gli arrestati, già noti alle Forze dell’Ordine per la commissione di gravi reati contro la persona e il patrimonio quali rapina a mano armata, detenzioni e porto in pubblico di armi, evasione, tentato omicidio e detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente, sono ritenuti responsabili a vario titolo – chi come mandante, chi come esecutore materiale – del grave atto intimidatorio  compiuto la sera del 20 aprile scorso ai danni dell’Ispettore Capo PS Pasquale Natissi, in servizio presso la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. Fondi. Nella circostanza sono stati esplosi codardamente una serie di colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’autovettura in uso all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria che si trovava regolarmente parcheggiata sulla pubblica via avanti l’ingresso della propria abitazione sita in Lenola. Fin dall’immediatezza del grave fatto delittuoso gli investigatori ritennero che l’atto intimidatorio fosse opera di soggetti appartenenti alla criminalità comune con elevata caratura criminale. Gli stessi con tale gesto tentavano, avvalendosi della forza di intimidazione tipica delle associazioni di stampo mafioso, di impedire le indagini a loro carico, “colpendo” l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria che in prima persona conduceva le  attività investigative.  Si ritiene che con tale gesto gli autori abbiano tentato di accreditarsi nei confronti di appartenenti alla criminalità organizzata, stante il particolare che alcuni degli odierni arrestati sono risultati legati a soggetti dimoranti in altre provincie a vario titolo legati alla “Banda della Magliana” e ad organizzazioni dedite al traffico di sostanza stupefacente.

Infatti, la locale Squadra di Polizia Giudiziaria in seguito ad alcune rapine ritenute seriali commesse in Fondi ai danni di alcuni commercianti, settimane prima aveva sottoposto a fermo di indiziato di delitto Carroccia Nico, ritenuto responsabile della rapina perpetrata in data 26.03.2011 in via Marco Polo a Fondi da due soggetti armati uno di pistola e l’altro di una mitraglietta che, dopo aver ferito il commerciante, si appropriavano di una consistente somma di denaro allontanandosi da luogo con un terzo complice a bordo di un’autovettura rinvenuta successivamente da personale della Squadra di Polizia Giudiziaria di Fondi. Carroccia Nico, a distanza di pochi giorni, veniva scarcerato in quanto Moschitti Linda, alla quale era legato sentimentalmente, forniva un “alibi” al criminale dichiarando che durante l’orario in cui è stata commessa la rapina era in sua compagnia; affermazioni quelle rese dalla donna risultate successivamente del tutto false.  Le immediate e serrate indagini condotte dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. e dalla Squadra Mobile di Latina, finalizzate all’identificazione dei materiali autori dell’atto intimidatorio diretto alla Polizia di Stato quale istituzione attraverso il tentativo di colpire uno dei suoi più validi elementi sul territorio, conducevano già nella serata del 20 aprile 2011 (a distanza di un’ora dall’episodio delittuoso) all’esecuzione di  numerose perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi, a carico di soggetti pregiudicati, tra i quali alcuni sottoposti a misure di sicurezza quale la sorveglianza speciale di PS e l’avviso orale, a vario titolo collegati con gli autori delle rapine, sottoponendo successivamente alcuni di questi ad accertamenti tecnici del tipo “Stube” finalizzati ad accertare la presenza tramite l’analisi particellare di residui da sparo sui soggetti, che nel caso di Bartolomei Massimo davano esito positivo in quanto è stata rilevata la presenza di numerose particelle caratteristiche dello sparo di cartuccia a innesco amercurico sulle sue mani. La successiva attività d’indagine condotta su precise direttive del Pubblico Ministero Daria Monsurrò, supportata da attività d’intercettazione, di analisi investigativa del traffico telefonico storico e di servizi di osservazione controllo e pedinamento, permetteva di individuare negli odierni destinatari delle misure cautelari i responsabili dell’intimidazione. L’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto difatti sussistere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Carnevale Giuseppe, ritenuto come il soggetto che a bordo dell’autovettura a lui in uso accompagnava Bartolomei Massimo in Lenola ove questo eseguiva materialmente l’atto intimidatorio, esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo del veicolo in uso all’Ispettore Capo PS Pasquale Natissi, per come richiesto dai mandanti Carroccia Nico e Pallozzi Tonino; questi ultimi già in data 31.05.2011 venivano tratti in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. Nicola Iansiti su richiesta del sost. Proc. della Repubblica dott.sa Daria Monsurrò, a seguito delle investigazioni condotte e portate a termine dalla locale Squadra di Polizia Giudiziaria, che gli stessi indagati si ritiene abbiano tentato invano di fermare con il succitato atto intimidatorio, poiché ritenuti responsabili della rapina commessa in via Marco Polo a Fondi; nella stessa data veniva tratta inoltre in arresto Moschitti Linda destinataria di misura cautelare  poiché  ritenuta responsabile di favoreggiamento personale in quanto al fine di aiutare Carroccia Nico e Pallozzi Tonino ad eludere le investigazioni forniva false dichiarazioni in sede di indagini difensive.

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