Inchiesta sui rifiuti nel basso Lazio, spuntano intimidazioni alla giornalista Di Mambro

Negli atti dell’inchiesta le trascrizioni delle intercettazioni in cui la giornalista di “Latina Oggi” viene apostrofata pesantemente per un articolo sulla gestione dei rifiuti. Si moltiplicano i messaggi di solidarietà.

Inchiesta sui rifiuti nel basso Lazio, spuntano intimidazioni alla giornalista Di Mambro

Le “minacce” o “intimidazioni” – così come titolano tutti i principali media – alla giornalista Graziella Di Mambro, compaiono nelle conclusioni del sostituto procuratore di Cassino per le indagini preliminari, che sta portando avanti l’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Minturno, nel basso Lazio e in Campania. In questi documenti, ad un certo punto spunta un’intercettazione in cui la giornalista di Latina Oggi viene apostrofata in modo pesante per un articolo apparso sul quotidiano cartaceo in cui si parla proprio dei rifiuti in alcuni comuni nel Basso Lazio e dell’azienda che poi finirà al centro delle vicende giudiziarie.

L’intercettazione, come riportato da Articolo 21, tra i primi a dare risalto alla cosa, i fatti risalgono al marzo 2015. La faccenda, risulterebbe ancora più delicata, poiché – sempre secondo quanto risulterebbe dalle intercettazioni – altri giornalisti si sarebbero “piegati” sulla faccenda. Ma questo e molto altro toccherà accertarlo alla magistratura da una parte e all’Ordine professionale dall’altra.

Dopo Articolo 21 si sono susseguiti i messaggi di solidarietà per la giornalista pontina. Dapprima è intervenuto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, poi l’FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e così via con Gianpiero Cioffredi, Presidente Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità Regione Lazio e Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico.

A PAGINA 2 I MESSAGGI DI SOLIDARIETÁ

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