Istituzione dell’area marina di Monte di Scauri: Art1/MDP favorevole alla proposta

Istituzione dell’area marina di Monte di Scauri: Art1/MDP favorevole alla proposta

“Apprendiamo che l’Amministrazione Comunale di Minturno ha in questi giorni proposto l’istituzione dell’area marina di Monte di Scauri, già prevista come area di reperimento dalle leggi nazionali n.979/82 e legge 394/91. Contestualmente, l’atto prevede l’ampliamento dell’area sensibile del Golfo di Gaeta fino al promontorio di Monte d’Argento.

Un intervento in campo ambientale importante che ci riguarda – fanno sapere in una nota dal coordinamento di Art1/MDP – , che condividiamo ed apprezziamo, che da tempo abbiamo sollecitato e che attendevamo.

Siamo consapevoli che le due proposte hanno interlocutori diversi, nel primo caso il Ministero dell’Ambiente, nel secondo la Regione Lazio.

E’ una proposta che ha sicuramente il merito di riaprire il dibattito sulla salute del nostro mare e, per meglio contestualizzare, sul rilancio dell’area sensibile del Golfo: una battaglia alla quale teniamo particolarmente e alla quale non intendiamo rinunciare.

Un’area sensibile, che per responsabilità soprattutto regionali non è ancora decollata. La ormai nota delibera regionale di individuazione dell’area sensibile, nella forma attuale, è del 2010. Bene, a distanza di 10 anni, poco è stato fatto. E molti di noi hanno continuato ad urlare alla luna. Per questo, accogliamo con favore l’iniziativa del Comune di Minturno.

A parole, le varie amministrazioni coinvolte sono tutte da sempre favorevoli all’attuazione delle misure operative previste dalla delibera regionale ma, nei fatti, finora è mancato qualsiasi piano di azione che desse compiutezza in concreto alle prescrizioni contenute nella suindicata delibera della Regione Lazio, a suo tempo licenziata dall’Assessorato regionale all’Ambiente .

Tali prescrizioni – forse utile ricordarlo – non sono mai state attuate.

Peraltro, intendiamo ricordare che la delibera sull’area sensibile prevede la delocalizzazione degli impianti di acquacoltura e una serie di interventi ulteriori di cui non è ancora chiaro lo stato della loro realizzazione. Tra questi, la depurazione, l’individuazione degli scarichi (lavori da anni avviati dal Comune di Formia) e il contenimento dei nutrienti (azoto e fosforo) di origine agricola.

 La Direzione Regionale Ambiente e Cooperazione tra i Popoli del Dipartimento Territorio avrebbe dovuto istituire una Task Force composta da tutti gli Enti competenti in materia di tutela delle coste per svolgere azioni di indagine, di studio, di monitoraggio e strutturali tese a ridurre il carico di sostanze inquinanti in mare, nonché verificare l’eventuale necessità di una modifica alla delimitazione dell’area sensibile, da noi più volte richiesta.

 Sarebbe opportuno allora verificare quanti di queste prescrizioni o impegni siano stati adempiuti e se si profila da parte della Regione l’intenzione reale di attuarle, per contribuire con energia al raggiungimento di soluzioni definitive.

Noi non ci siamo sottratti e abbiamo chiesto  l’intervento e l’attenzione di Consiglieri Regionali a noi vicini politicamente ma siamo ancora in attesa di riscontri certi.

Inoltre, sappiamo che, entro il 31 luglio, il Consiglio Comunale di Formia  avrebbe dovuto discutere una relazione informativa, preparata dall’amministrazione comunale,  sugli atti amministrativi e legali riguardanti la delocalizzazione degli impianti, una soluzione da noi sempre auspicata e reiteratamente richiesta a tutte le realtà politiche ed amministrative responsabili.

A tutt’oggi di questa fondamentale relazione non si hanno notizie, è scomparsa, come è scomparsa dal dibattito comprensoriale l’attuazione dell’area sensibile del Golfo di Gaeta.

La proposta del Comune di Minturno riapre la discussione e noi vogliamo cogliere tale opportunità, sollecitando tutti a rimettere al centro dell’agenda politica tale annosa e pure importantissima questione che riguarda la nostra salute e il nostro ambiente . Da parte nostra, l’impegno ad avviare una  grande mobilitazione che renda concreta l’attuazione e l’ampliamento dell’area sensibile del Golfo di Gaeta”.

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