“Si esca da Acqualatina”, la riflessione fiume di Articolo Uno e La Barba di Giove

“Si esca da Acqualatina”, la riflessione fiume di Articolo Uno e La Barba di Giove

Art Uno e Movimento Democratico e Progressista insieme all’associazione La Barba di Giove prendono carta e penna e scrivono una lunga riflessione sui problemi dell’acqua nel sud pontino al motto di: “No all’acqua minerale in bottiglia, sì all’acqua pubblica”.

“Dopo l’eclatante vicenda della carenza idrica che ha reso famoso – solo un anno e mezzo orsono –  il nome della nostra città, Formia torna protagonista e dai rubinetti ora l’acqua esce …però…. marrone e non potabile.

La Gravità  del fenomeno non lascia indifferenti e in tutto il comprensorio (perché il problema – crediamo – non appartiene solo a Formia) preoccupazione e rabbia sono la base di una seria mobilitazione popolare che ha trovato nella condanna del Gestore quale responsabile di inefficienze e fallimentari modalità il comune denominatore e che tenderà a crescere sempre più.

Gli investimenti per anni promessi ed annunciati sono rimasti irrealizzati. Cosa concretamente si è fatto? Il problema delle dispersioni è cosa talmente nota da apparire quasi patetico doverlo ricordare. Eppure, quali sono le novità? Ci chiediamo. E gli interventi di ricaptazione della Sorgente Mazzoccolo?

Nemmeno l’emergenza sembra essere affrontata. E nessun rimborso sembra essere possibile, nonostante che ormai l’acqua minerale in bottiglia faccia parte delle spese di prima necessità di ogni famiglia di Formia e del sud pontino. Alcune possibili strategie però si stanno valutando, tra le quali ad esempio lo storno delle fatture riguardanti i momenti di non potabilità, anche su proposta della Confconsumatori, senza parlare dei lavori ancora in corso e delle ipotesi messe in campo dalla Class Action.

Il malessere che ci investe e che riduce la qualità della vita e la salute di tutti non può non trovare una risposta. E la risposta deve darla la politica. Le enunciazioni non bastano più. Nessuno può più nascondersi dietro queste.

La Politica deve prendersi le proprie responsabilità e riprendere in mano, al di là di legittimi ma non sufficienti interventi tampone legati alla emergenza, il tema della ripubblicizzazione dell’acqua e affiancare, sostenere il cittadino in questa battaglia di civiltà.

Al centro dell’azione politica va messa con forza la gestione pubblica dell’acqua. Dalla nostra parte abbiamo un referendum, che va reso attuativo.

Chiediamo ai Sindaci – a cominciare da quelli di Formia di Gaeta di Minturno – di promuovere la discussione nei consigli comunali, affinché con chiarezza emerga un orientamento ritorno ad una gestione pubblica dell’acqua. Ognuno si assuma la propria responsabilità di fronte ai cittadini e produca intanto – nero su bianco – una delibera di indirizzo.

I Sindaci dell’ATO 4 sono chiamati a prendere, nella chiarezza e nella trasparenza, ciascuno la propria posizione, senza tentennamenti e senza equivoci, in quanto rappresentanti delle rispettive comunità.

Questo servirà affinché anche le forze politiche non abbiamo più alibi dietro i quali celarsi.

E invitiamo l’Amministrazione Comunale di Formia, ritenendo sensata e concreta  la proposta lanciata da un ex amministratore locale competente in materia di finanze, nel corso di un’assemblea popolare, di prevedere nel Bilancio comunale lo stanziamento di un fondo per l’accensione di un mutuo finalizzato all’intervento molto importante sulla sorgente Mazzoccolo.  

Una proposta che noi sosteniamo e rilanciamo, nella speranza di non rimanere inascoltati. Un investimento da ritenersi a compensazione delle somme che il bilancio comunale prevede per il servizio idrico. Un atto utile, legittimo, già sperimentato.

Ciò, per lanciare un segnale forte, per uscire dall’immobilismo,  pur senza escludere o trascurare la necessità (sempre più emergenza) di  liberarsi dalla morsa di Acqualatina e di ridare all’acqua bene comune il suo naturale carattere di servizio pubblico.

Siamo certi che possa rinascere su questa ipotesi nel nostro comprensorio una prospettiva e una progettualità politica unitaria, per riappropriarci concretamente di temi importanti come quello dell’acqua pubblica , e declinarli in maniera comprensoriale e intercomunale

La direzione è netta: uscire da Acqualatina e rispettare la volontà popolare espressa attraverso un referendum.

Dal canto nostro, abbiamo avviato interlocuzioni con alcuni riferimesnti politici regionali per dare insieme a tutti gli altri un contributo e per verificare la legge regionale sull’acqua pubblica, deliberata dalla Regione Lazione, come e quando possa trovare applicazione.

L’acqua è un diritto e non può sottostare alle logiche del guadagno tanto più se nemmeno è garantita l’efficienza gestionale.

 La volontà politica in alcuni casi espressa si faccia esplicita e la sua voce forte si unisca a noi e soprattutto si trasformi subito in una proposta seria e in azione concreta.”

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