Il Pontile Petroli, la mobilità, i protocolli: gli operatori del porto di Gaeta a tutto tondo

Il Pontile Petroli, la mobilità, i protocolli: gli operatori del porto di Gaeta a tutto tondo

La delocalizzazione del Pontile Petroli, il traffico crocieristico, i protocolli d’intesa, la divulgazione dei dati statistici relativi ai traffici portuali, dimostrano quando sia importante per il nostro territorio lo sviluppo delle attività legate al mare. Non è certo una novità ma non va dimenticato che il mare ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà sempre la principale risorsa economica del golfo e per questo è richiesto attenzione da parte di tutti a quanto accade”. A parlare è Damiano Di Ciaccio, presidente dell’Associazione Operatori Porto di Gaeta. 

Damiano Di Ciaccio

“Dopo l’iniziativa del Comune di Formia, condivisa dal Comune di Gaeta e Minturno, c’è una posizione chiara ed univoca sulla delocalizzazione del Pontile Petroli offshore, sgomberando con chiarezza il campo confuso e preoccupante di varie ipotesi avanzate dalla AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, che ipotizzava addirittura di localizzare il Pontile Petroli all’interno del porto commerciale.

Noi operatori siamo grati a tutti gli amministratori che con questo atto salvano il porto commerciale e contribuiscono a mettere in sicurezza l’intero golfo di Gaeta.

Purtroppo continuano a circolare ‘protocolli di intesa’ firmati in virtù di una fantomatica regia dell’economia del mare, che non avendo avuto la sensibilità di approfondire le reali esigenze delle attività economiche legate al mare e in particolare alla portualità, procede con leggerezza nell’individuare soluzioni costosissime e inadeguate alle vere esigenze.

Tutti siamo fortemente convinti che la riattivazione della linea ferroviaria Formia-Gaeta sia una valida idea di mobilità sostenibile per lo sviluppo turistico e le esigenze dei residenti, ma restiamo basiti quando dal protocollo firmato mercoledì 5 dicembre tra il Consorzio Industriale sud Pontino, AdSP e Comune di Gaeta registriamo che il potenziamento delle attività portuali possa essere sostenuto da un binario ferroviario tra il porto e località Bevano.

Se questo è l’obiettivo di questa importante infrastruttura siamo ancora una volta di fronte alla mistificazione della realtà e allo sperpero di risorse pubbliche. I testi di economia dei trasporti c’insegnano che la convenienza del trasporto ferroviario si ottiene per le lunghe tratte, che non si riscontrano nel bacino di utenza del porto di Gaeta, costituito prevalentemente da imprese localizzate nelle aree di Latina, Frosinone, Cassino e Caserta, sia dal punto di vista del loro approvvigionamento che da quello della commercializzazione delle loro produzioni.

Ci auguriamo che soprattutto l’AdSP si renda conto delle reali esigenze infrastrutturali del porto, più volte sottoposte al presidente Di Majo dagli operatori anche alla luce dei traffici tra lo scalo e le aziende importatrici ed esportatrici delle merci movimentate nello scalo di Gaeta.

Condividiamo l’esigenza di privilegiare la mobilità su ferro ma nell’immediato realisticamente bisogna porsi il problema che, laddove questo non fosse facilmente realizzabile o richiedesse un ingente investimento a fronte di un limitato utilizzo, appare invece indispensabile adeguare le reti infrastrutturali di collegamento al porto; una su tutte la strada Formia-Cassino, per collegare il porto alla zona industriale di Cassino e la rete autostradale.

Nel mentre l’AdSP si distrae con firme di protocolli e studi di nuove strutture per il futuro, si rischia di perdere di vista le reali esigenze che potrebbero determinare una reale recessione delle attività portuali mettendo in discussione anche tutti gli investimenti fatti fino ad oggi per lo scalo.

I dati statistici pubblicati in questi giorni dalla stessa AdSP confermano quanto da noi già denunciato, il calo preoccupante delle merci movimentate ci impone di attuare una seria riflessione sulla mancata promozione e adeguamento del porto.

Lo stato della rotonda di ingresso ormai abbandonata al degrado, nel suo piccolo rappresenta la mancata attenzione dell’Ente a tutto il comparto. Apprendiamo sempre che negli ultimi giorni sono stati stanziati 195 milioni di Euro di fonti BEI (Banca Europea Investimenti) sbandierati come successo dal Presidente.

Gaeta è completamente esclusa, ancora una volta si investe su Civitavecchia e Fiumicino relegando a nostra città al ruolo di sorella minore che si contenta di firmare vaghi protocolli di intesa che non avranno alcuna ricaduta concreta per il Golfo di Gaeta”.

 

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