APRILIA, OPERAZIONE LAZZARO: L’APPELLO CANCELLA IL VINCOLO ASSOCIATIVO E RIDIMENSIONA LE CONDANNE

La Corte d’Appello di Roma ha ridotto fortemente le sentenze di primo grado emesse dal Tribunale di Latina contro dieci imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere, estorsione e spaccio finiti in manette durante l’operazione “Lazzaro”, ondotta dai carabinieri di Aprilia nel 2008. Sette gli episodi contestati tra maggio e settembre 2007 con vittime esercenti di supermercati, bar e tabaccherie tra Aprilia, Nettuno e altre località della provincia di Roma. La condanna più pesante, a otto anni, è giunta in Appello per Antonio Salvatore (12 anni in primo grado) considerato la mente di un gruppo che però secondo i giudici di Appello non sarebbe ma esistito non essendo provato il vincolo associativo. Sei mesi per Salvatore Spatato (nove anni e sei mesi in primo grado), tre anni e un mese per Mario Zappone (9 anni e sei mesi) ritenuto colpevole di un solo caso di estorsione, così come per Marco Cardoni (9 anni e sei mesi). Sei mesi ciascuno per Giorgio (6 anni e tre mesi) e Lino Ferraro (2 anni), rispettivamente padre e figlio, non luogo a procedere per remissione di querela per Vito Nardò (4 anni). In sostanza l’accusa nella maggior parte dei casi è stata derubricata in semplice esercizio arbitrario delle proprie ragioni per la maggior parte degli imputati. A comporre il collegio difensivo gli avvocati Giorgio Di Micco, Oreste Palmieri, Pasquale Cardillo Cupo, D’Amico, Domenico Oropallo, Tedesco, Barbesin, Margherita Buffolino, Salusti, Anzaloni.

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