Contro ogni forma di sopraffazione: una serata per sostenere le donne che soffrono

Contro ogni forma di sopraffazione: una serata per sostenere le donne che soffrono

Musica, moda, poesia per celebrare la relazione come fonte di crescita e di arricchimento, contro ogni forma di sopraffazione. Sono stati gli ingredienti della magica serata organizzata dall’Associazione Caje’, dedicata a Caterina Uttaro, prematuramente scomparsa dopo una lunga malattia.

Maria Teresa Uttaro

“Mi hanno sepolto ma quello che non sapevano è che io sono un seme”: con questa frase dell’attivista Wangari Maathai, divenuta manifesto di Caterina, l’organizzatrice Maria Teresa Uttaro ha riassunto il senso della serata, condotta da Cinzia Caserta, in cui hanno preso forma i sogni di Caterina, una donna che ha posto al centro della sua vita l’amore per gli altri, che sopportando in silenzio le angosce della vita ha trovato il coraggio di affrontare la vita senza arrendersi mai.

“In ricordo del suo coraggio e della sua forza di volontà abbiamo voluto dare vita ad una serata di riflessione in cui celebrare le donne che lottano nella speranza di una vita migliore, in cui la parola amore acquista un significato di profondo rispetto”, spiega Valeria Camelio, presidente dell’Associazione Cajé.

Valeria Camelio

Una location d’eccezione, la terrazza della Batteria La Favorita, nel centro storico medievale di Gaeta, ha ospitato uno speciale buffet-apericena a cura di Stato Brado – ristorante braceria e del Bar La Villa, la sfilata di abiti da cerimonia con le modelle di Janvier Atelier di Formia in abito bianco e scarpe rosse. Diversi gli amici di Caterina che hanno letto poesie dedicate all’amore e alla donna. Particolarmente significativo l’intervento della mediatrice familiare Maria Rosaria Sasso che ha riflettuto sull’importanza di aprire i canali della comunicazione che spesso in una coppia si chiudono causando gravi incomprensioni. La delegata alle Politiche Sociali del Comune di Gaeta Lucia Maltempo ha ribadito l’importanza di momenti di confronto in cui riflettere sulla violenza e sul disagio che si annida nelle famiglie. A questo proposito ha precisato che nel corso della pandemia gli interventi di emergenza sono quintuplicati, pertanto non bisogna mai abbassare la guardia. Parte del ricavato della serata è stato devoluto alla Caritas Diocesana di Gaeta e al Progetto Bahkita presentato dalla coordinatrice Maria Giovanna Ruggieri che ha presentato la casa di accoglienza di Formia che ospita donne in difficoltà, anche con figli minori, con una équipe specifica. Ad arricchire il programma l’esibizione della scuola di ballo di Formia Asd Be art, con toccanti coreografie dedicate al tema della violenza sulle donne. L’evento è stato realizzato con il contributo di Lauria Cesira – Make up Artist e Hair Profashional di Gaeta.

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