Ospedale di Gaeta al freddo, il consigliere Simeone si scaglia contro i vertici ASL

Ospedale di Gaeta al freddo, il consigliere Simeone si scaglia contro i vertici ASL

Pazienti Covid trattati al pari delle bestie. Accade nella Asl di Latina grazie alle scelte scellerate e prive di qualsiasi fondamento, nonché di organizzazione, operate dal direttore generale Giorgio Casati”.

Lo ha dichiarato in una nota diffusa nella giornata di ieri, domenica 10 gennaio, il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone.

“In queste ore Casati ha stabilito il trasferimento di alcuni pazienti dall’ospedale Dono Svizzero di Formia al nosocomio di Gaeta dove sono spenti i termosifoni. La ragione? E’ rotta la caldaia ed ovviamente Casati non si è preoccupato, né degnato forse era troppo disturbo, di provvedere a verificare prima di stabilire lo spostamento che la struttura fosse, sotto ogni profilo, idonea ad accogliere pazienti oggi costretti a subire non solo i disagi, la preoccupazione che il Covid 19 comporta minandone profondamente la salute ma anche quelli connessi a temperature glaciali che, e non serve uno specialista a dirlo, non aiutano certo a favorirne il benessere e il percorso di cura e guarigione.

Il ‘Don Luigi Di Liegro’ di Gaeta

E’ vergognoso che chi, come Casati, dovrebbe conoscere alla perfezione la situazione esistente negli ospedali che gestisce continui a mettere in campo decisioni lontane da qualsiasi logica. Venuto a conoscenza di in queste ore di quanto sta accadendo ho provveduto immediatamente ad informare l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato di questa ennesima beffa perpetrata ai danni dei cittadini che dovrebbero trovare nei nostri ospedali luoghi sicuri, adeguati ed invece, tra l’altro in pieno inverno, sono all’addiaccio.

Una situazione quella legata alle scelte scellerate, completamente lontane dalla realtà, compiute da Casati che rischiano di mettere in pericolo la vita dei nostri cittadini. Per la sostituzione della caldaia serviranno non meno di sette – dieci giorni e i malati Covid, così come i pazienti affetti da qualsiasi altra patologia, non possono attendere tanto. Casati provveda immediatamente a dare ai pazienti trasferiti una struttura adeguata.

Il rischio è che la loro salute sia ulteriormente messa in pericolo e non è in alcun modo accettabile”.

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