Alberghiero di Formia: “Si riparte, pronti per vincere un’altra sfida”

Alberghiero di Formia: “Si riparte, pronti per vincere un’altra sfida”

“E’ stata dura, ma siamo pronti”. Questo, in sintesi, il pensiero della dirigente dell’istituto alberghiero Celetti di Formia, Monica Piantadosi, a poche ore dalla ripresa delle attività ‘in presenza’, dopo il drammatico lockdown di marzo causato dall’epidemia da Covid-19. In realtà il nuovo anno scolastico è già iniziato, ma in modalità DaD: al primo rinvio al 24, deciso dalle autorità, ha fatto seguito una nuova ordinanza che, di concerto con la Prefettura, ha posticipato di 15 giorni le attività in classe per le superiori, sostituite dalla Didattica a distanza. “L’Alberghiero, però, era già pronto fin dal 14 settembre”, spiegano dall’istituto. “Come tutte le scuole d‘Italia, non si è mai fermato. Dal lockdown di marzo sono stati mesi di intenso lavoro, sia per la DaD, che per gli esami di stato, ma anche a livello organizzativo: lavoro che ha visto coinvolti, giornalmente, dirigente, personale docente e non docente, Enti- Provincia e Comune, uniti per affrontare questa nuova sfida e predisporre tutto il necessario per la riapertura in sicurezza. L’Alberghiero di Formia, dopo aver brillato in giro per il mondo in sfide gastronomiche e molteplici manifestazioni, con gli allievi sempre protagonisti, si è impegnato nel fronteggiare una nuova sfida, quasi proibitiva, tenere fuori dai cancelli il Covid, per poter garantire in presenza l’offerta didattica e formativa agli oltre mille studenti, provenienti da regioni e province diverse, in sicurezza, tutelando la loro salute e quella di tutto il personale”.

Nulla è stato lasciato al caso e ogni protocollo troverà una rigida applicazione, assicurano i vertici dell’istituto: misurazione della temperatura, a tutti, in ingresso; mascherina obbligatoria per ogni persona o studente presente nell’istituto; percorsi diversi per accedere e per lasciare la scuola, distinti per ordine di classi e tra studenti e personale. Gli ingressi saranno scaglionati, alle 8.15 entreranno i più piccoli e, per evitare assembramenti, solo alle 9 gli altri, sempre in sicurezza e rispettando le indicazioni del CTS, dell’ISS, dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute, nonché dell’INAIL. Pur avendo a disposizione tutti i banchi monoposto necessari, è prevista, solo per la settimana iniziale, la divisione in gruppi che si alterneranno in presenza e a distanza, per far prendere confidenza, agli alunni, con l’ambiente e con le nuove regole: un sistema misto, integrato, di didattica, quindi; moduli in presenza che saranno completati con la DaD. A pieno regime e tutti in presenza dal 19 ottobre.

“Ogni classe, avrà la sua aula, quasi un privilegio, vista la situazione delle scuole oggi in Italia”, spiegano ancora dal Celletti. “Saranno pienamente funzionanti i laboratori, centrali nella nostra didattica. Sono stati realizzati protocolli, modificati regolamenti, predisposta una cartellonistica verticale ma anche orizzontale, con segnaletica per i percorsi da seguire in entrata e uscita, con attenzione al distanziamento, informazioni esaustive e chiare sul Covid-19 e sul comportamento da tenere in istituto. Ogni ambiente avrà dispenser per l’igienizzazione delle mani, la sanificazione sarà effettuata secondo le indicazioni dell’INAIL, su tutto continua sarà l’azione di un’apposita commissione Covid nei contatti con le autorità sanitarie, i vertici scolastici sia dell’ambito ma anche provinciali e regionali, per non lasciare nulla al caso. Tutto in estrema serenità: il personale accoglierà in modo rassicurante gli studenti, non facendo mancare il calore di cui i nostri giovani hanno bisogno, specialmente per quelli del primo anno che si trovano ad affrontare già un salto dalla scuola media alla superiore.

Ripartirà, ovviamente, l’attività convittuale: “Certamente di complessa gestione ma da sempre punto nevralgico e irrinunciabile nel processo di crescita per tutti gli alunni che hanno scelto, e scelgono, il nostro istituto, e che vivendo in altre province, in altre regioni, non potrebbero altrimenti frequentare i nostri corsi. Quest’anno la situazione emergenziale, legata alla pandemia, ci ha costretti a diminuire il numero dei posti disponibili per ospitare i nostri ragazzi e le nostre ragazze. A malincuore abbiamo dovuto stilare una graduatoria di accesso al convitto, utilizzando criteri condivisi, che ha visto purtroppo creare una lista d’attesa (parliamo di poche unità). Questo per porre in essere le condizioni di garanzia atte ad ‘ospitare in sicurezza’, ammesso che esista una condizione di assoluta sicurezza, con l’aiuto e l’assistenza di professionalità sanitarie come il nostro Medico Competente e del nostro RSPP (responsabile della sicurezza) e del personale educativo. Al termine del tortuoso processo di analisi, il tutto è stato condito con quel pizzico di buonsenso che, pur non scritto finanche sui ‘codici’, molto spesso determina la differenza tra un successo ed un fallimento. Ospiteremo due alunni convittori per ognuna delle nostre camere, con il distanziamento massimo tra i due letti e con due bagni e due docce per ogni camera. Questo garantirà ad ogni ospite di avere servizi igienici esclusivi, nessun uso promiscuo, areazione delle camere e della sala comune di studio. Gli alunni convittori avranno tutta l’attenzione del personale educativo in turnazione, 24 ore su 24, senza soluzione di continuità sulla vigilanza e sulla disponibilità per qualsivoglia problema dei nostri giovani ospiti”.

“Che dire”, chiosa la dottoressa Piantadosi, “abbiamo agito come avremmo fatto in situazioni che riguardassero i nostri figli”. Se l’Alberghiero può con malcelata soddisfazione dirsi pronto, sottolineano dall’istituto, gran merito va proprio alla dirigente Piantadosi, che da mesi si è spesa, insieme alla DSGA, al suo staff e a tutto il personale, in tal senso. “La finalità, raggiunta, è di svolgere le attività in piena sicurezza, riducendo al minimo il rischio contagio all’interno dell’area dell’istituto. Ovviamente si confida sul senso civico e nella responsabilità degli studenti, delle famiglie, del personale, insomma di tutti i protagonisti del mondo della scuola per proseguire le attività in modo fruttuoso, nella speranza che si vinca definitivamente la guerra contro il virus”.

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