Pestaggio della guardia giurata, condanna annullata per Ciaravino

Pestaggio della guardia giurata, condanna annullata per Ciaravino

Condanna annullata e processo da rifare. La V sezione della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Matteo Ciaravino, accusato del pestaggio della guardia giurata del supermercato Carrefour del Piccarello, compiuto il 28 gennaio 2018.

La Corte d’Appello di Roma dovrà così tornare a pronunciarsi sul giovane latinense, che per tale vicenda è stato arrestato e privato della libertà per un anno e mezzo.

Ciaravino era stato condannato dal Tribunale di Latina a due anni e quattro mesi di reclusione e tale condanna era stata confermata in secondo grado.

La vittima, un 41enne, dopo aver visto entrare con fare sospetto Roberto Ciarelli, Matteo Ciaravino e Valentina Ciarelli nell’attività commerciale e averli seguiti, era stata massacrata di botte all’interno del supermercato e costretta persino a chiedere scusa.

Il difensore di Ciaravino, l’avvocato Francesco Vasaturo, ha sempre insistito nel porre l’attenzione sul video del sistema di sorveglianza del Carrefour, che ha ripreso l’aggressione, cercando di dimostrare che il proprio assistito non avrebbe aiutato Roberto Ciarelli nel pestaggio.

La sola presenza del giovane era stata però sufficiente al Tribunale di Latina e alla Corte d’Appello per la condanna.

Ora invece la Suprema Corte ha ritenuto che la condotta inerte di Ciaravino, come emerge dalle riprese delle telecamere di sorveglianza, e il tentativo di impedire che l’amico colpisse il vigilante, siano elementi che debbano essere valutati meglio per verificare la responsabilità penale dell’imputato.

“Sebbene ben due giudici siano stati sordi a qualsiasi nostro tentativo di ristabilire una verità di fatto, prima ancora che giuridica, non possiamo che ritenerci soddisfatti che la Corte di Cassazione abbia finalmente ristabilito e riconosciuto quel principio di diritto per cui non basta essere presenti sul luogo di un evento criminoso, anche se insieme all’aggressore, per essere automaticamente giudicati colpevoli di quello che l’altro possa compiere, senza averlo potuto in alcun modo prevedere. Matteo Ciaravio – ha dichiarato l’avvocato Vasaturo – era entrato nel supermercato, di cui peraltro era cliente abituale, solo per fare la spesa. L’accoglimento di questo ricorso vale sia per chi possa avere dei precedenti che per un incensurato, poiché è il principio di diritto che deve essere ribadito, ovverosia nessuno può restare coinvolto, suo malgrado, in azioni che in alcun modo ha commesso, qualora altri ne siano stati responsabili, non avendo contribuito a parteciparvi in alcun modo. Attendiamo serenamente un nuovo giudizio, in cui avremo cura di dimostrare l’innocenza del mio assistito, come peraltro emerge, a mio parere, dalla semplice visione del sistema di videosorveglianza”.

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