Contrordine Europee: Adinolfi vola a Strasburgo, stop Brexit per De Meo

Il 2 luglio due i pontini all'insediamento, con il leghista anche Procaccini. Il primo cittadino di Fondi dovrà attendere l'uscita del Regno Unito

Contrordine Europee: Adinolfi vola a Strasburgo, stop Brexit per De Meo

In Foto De Meo, Adinolfi, Procaccini

Dovrebbe essere risolta la querelle legata al “seggio ballerino” della provincia di Latina in chiave Europee: sarà il sindaco di Fondi Salvatore De Meo a dover attendere la Brexit per entrare nel Parlamento Europeo. Via libera, invece, per Matteo Adinolfi della Lega che scatta di un posto con la rinuncia di Salvini. Stessa sorte per il sindaco di Terracina Nicola Procaccini che viene eletto grazie alla rinuncia della Meloni.

Il Parlamento Europeo

La questione l’avevamo sollevata proprio sulle nostre colonne appena chiuso lo spoglio. Un articolo di Repubblica, nei giorni successivi alle urne, aveva provato a fare chiarezza individuando nel nome di Adinolfi quello che avrebbe dovuto attendere la Brexit. Oggi, pare che sia arrivata la notizia dalla Cassazione, l’esponente del Carroccio è nei 73 che vanno subito al parlamento europeo. Per De Meo, invece, c’è da attendere l’uscita del Regno Unito. La data più plausibile sembra la fine d’ottobre, ma visti i rinvii fino ad oggi rimangono i dubbi su quando la questione diventerà ufficiale.

La curiosità del caso è che De Meo, espressione del principale gruppo in seno al Parlamento Europeo (ricordiamo che Forza Italia è parte integrante del Partito Popolare Europeo), dovrà “sperare” che gli euroscettici all’opposizione di Farange del “Brexit Party”, accelerino per l’uscita. O forse no, anche perché in questo modo probabilmente potrà concludere il mandato da sindaco che scade nella primavera 2020.

Rimangono dei dubbi, almeno secondo quanto hanno espresso alcuni senatori italiani (Antonio De Poli, Paola Binetti, Antonio Saccone e Gaetano Quagliariello) che chiamano in causa con un’interrogazione il ministro dell’Interno Salvini e quello della Giustizia Bonafede. I membri della camera alta italiana chiedono di sapere “Può un semplice ‘comunicato stampa’ dell’ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione essere lo strumento utilizzato per stabilire i criteri dell’assegnazione dei seggi spettanti all’Italia dopo il recesso del Regno Unito dall’Unione europea?” Insomma, la faccenda diventa ufficiale, ma gli stessi senatori fanno riferimento ad un possibile contenzioso che potrebbe aprirsi.

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