Lenola, elezioni amministrative: Antogiovanni pensa alla riconferma

Lenola, elezioni amministrative: Antogiovanni pensa alla riconferma

Anche Lenola è tra i comuni che andranno al voto nella tornata elettorale di questa primavera, tra maggio e giugno. I cittadini, saranno chiamati a rinnovare le cariche politiche, del primo cittadino e dei membri del consiglio comunale.

Essendo Lenola un piccolo centro, i simboli di partito rimangono lontani dalla scheda elettorale, ma per un paese che ha dato i natali a Pietro Ingrao e dove la politica è molto sentita, di certo non si può dire che questi rimangono fuori dalla campagna elettorale.

Il sindaco Antogiovanni

La sfida per la poltrona più ambita di primo cittadino, potrebbe riproporre un deja-vu, anche se gli addetti ai lavori consigliano di attendere e non correre a conclusioni affrettate.

Se da un lato, il sindaco uscente Andrea Antogiovanni non ha sciolto la riserva in via ufficiale per la ricandidatura, è vero che in un incontro in paese per le politiche, dinanzi ai compagni del partito democratico, si è lasciato andare ad una frase che lasciasse pensare che la coalizione tornava compatta alle urne. Dall’altra, invece, il centrodestra prova a ricompattarsi attorno la figura di Fernando Magnafico, che potrebbe – qui il condizionale è ancora più doveroso che sul sindaco uscente – concorrere nuovamente per occupare il posto più prestigioso dell’amministrazione comunale. Se entrambi i nomi dovessero essere confermati si riproporrebbe una sfida analoga a quella del 2013.

Fernando Magnafico

Osservatori politici e dirigenti di partito in questi giorni ragionano molto sui numeri. Lenola alle elezioni del 4 marzo scorso, ha dato un risultato politico chiaro: il centrodestra ha preso il 49% dei voti. Il centrosinistra è apparso oggettivamente annaspante nei voti per eleggere i deputati, dove è sceso al 16%, salvo riprendersi, grazie a Zingaretti, nella parallela consultazione che l’ha accreditato ad un più oneroso 24%. Poi ci sono i voti presi dal Movimento 5 Stelle, che ha qualche rappresentante in paese, ma difficilmente presenterà una lista. Voti e percentuali che alle Politiche l’hanno addirittura accreditato secondo con il 28%, salvo finire terzo nelle Regionali con un comunque rispettabile 20%.

Insomma, mentre esponenti politici si incontrano in ristoranti fuori zona, in case e uffici, dimostrando ancora la bellezza delle trattative della politica a tu per tu della vita di paese, iniziano vagamente a delinearsi gli schieramenti, mentre voci insistenti accreditano la probabile formazione di una terza lista. Per l’eventuale quarta, come accadde cinque anni addietro, bisognerà prima capire se i due schieramenti principali andranno uniti al voto o se faranno i conti con fuoriuscite e defiance.

 

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