Crisi idrica, il Sud Pontino tra le aree più colpite del centro Italia

Intanto, ultimi passaggi per la dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del Governo

Crisi idrica, il Sud Pontino tra le aree più colpite del centro Italia

Si è tenuta giovedì, nella sede dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere, Distretto dell’Appennino Centrale, la riunione dell’Osservatorio sull’emergenza idrica: passaggio decisivo per la dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del Governo, sulla base di quanto deliberato dalle Regioni. All’incontro hanno partecipato le Regioni Umbria, Lazio e Marche, supportate dai rispettivi Enti d’Ambito e dai gestori del servizio idrico integrato, tra cui Acqualatina.

All’ordine del giorno, la presentazione della situazione climatica e idrologica da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e la relativa emergenza idrica che sta colpendo le regioni.

I dati ufficiali aggiornati del Cnr hanno confermato la presenza di un’emergenza idrica ancor più grave di quella degli anni passati, risultato di un quadro storico allarmante che, negli anni duemila, mostra una continua e costante diminuzione delle piogge, con trend di ulteriore peggioramento.

Dai dati, è emerso che, tra tutte le sorgenti, quelle a servizio dell’Ato4 sono tra quelle maggiormente impattate dalla carenza idrica, con una situazione estremamente drammatica nel Sud Pontino, che si attesta, dunque, tra le zone con maggiori criticità, nell’intero bacino dell’Italia Centrale.

Si è appurato, dunque, che risulta indispensabile procedere ovunque con azioni d’emergenza atte a fronteggiare la carenza idrica, nonché con investimenti strutturali a breve e medio termine finalizzati, oltreché al progressivo recupero delle perdite di rete, ad assicurare la funzionalità delle centrali di produzione e l’interconnessione dei sistemi idrici.

“Acqualatina – afferma l’amministratore delegato, ingegner Raimondo Besson – oltre alle indispensabili e non rinviabili azioni necessarie a fronteggiare l’emergenza, ha già avviato un insieme di interventi strutturali per mettere in sicurezza, nel breve termine, i territori più colpiti dalla crisi idrica.

Raimondo Besson

Interventi che, portati all’attenzione dell’Osservatorio, saranno martedì sottoposti all’approvazione della Conferenza dei sindaci dell’Ato4. Centrali, in questa prospettiva, sono gli interventi per il recupero delle perdite fisiche su cui Acqualatina, in attuazione dei piani di investimento approvati dall’Ato4, è impegnata da anni, anche con l’utilizzo di tecnologie innovative.

La sostituzione programmata delle condotte ammalorate è oggi in corso sulla base di un enorme lavoro preparatorio: è stato già effettuato il rilievo, la mappatura e la digitalizzazione di oltre 4mila km di rete, prossimo al 100%, è stata generalizzata la definizione di distretti autonomi dal punto di vista della struttura idraulica e installato il telecontrollo su oltre 1.600 km di rete, nonché attivato il controllo delle pressioni su 3mila km di rete.

Tutto questo non basta. Occorre, è questa la richiesta di Acqualatina, implementare sostanzialmente gli interventi per il recupero delle perdite fisiche previsti dai piani degli investimenti. E non essendo possibile caricare sulla tariffa, sull’utenza, i costi estremamente rilevanti necessari per ridurre l’entità delle perdite dall’attuale 58% al 35%, valore ottimale stimato per l’Italia centrale, è indispensabile che le istituzioni, centrali e regionali, assicurino un supporto economico adeguato, che permetta di realizzare gli investimenti senza che i costi ricadano solo sulle bollette degli utenti”.

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