Affari sporchi sull’isola, liberi l’ex sindaco Assenso e il geometra Romano

Affari sporchi sull’isola, liberi l’ex sindaco Assenso e il geometra Romano
Libero l’ex sindaco Giuseppe Assenso. E con lui il capo dell’ufficio tecnico comunale Pasquale Romano. Applicata invece la sola misura interdittiva che vieta loro di contrattare con la pubblica amministrazione per l’ex assessore Daniele Coraggio e per gli imprenditori Antonio Langella e Claudio Santomauro. Questa la decisione presa dal Tribunale del Riesame di Roma per i cinque indagati, arrestati dalla Guardia di finanza di Formia e messi ai domiciliari su ordine del gip del Tribunale di Cassino, con le accuse di aver messo in piedi un’organizzazione criminale dedita a pilotare appalti, a compiere falsi, truffe e abusi d’ufficio in cambio di voti sull’isola.
Accolti così i ricorsi presentati dai cinque, difesi dagli avvocati Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Marco Sepe, Caterina Suppa, Antonio Zecca e Arturo Bongiovanni.
In generale – dichiara l’avvocato Scipione, difensore dell’ex sindaco – è stata disconosciuta completamente per tutti gli indagati l’insussistenza dell’associazione per delinquere e, quindi, di quell’organizzazione criminale “irriducibile” che, per come rappresentato erroneamente nel provvedimento annullato e commentato nella conferenza stampa tenutasi ad avvenuta esecuzione delle misure dalla Procura della Repubblica di Cassino, si sarebbe costituita intorno alla figura dell’allora sindaco Assenso. In particolare, riguardo alla posizione del dott. Assenso, oltre l’ insussistenza del delitto di associazione per delinquere, è stata disconosciuta pure l’insussistenza di gran parte delle incolpazioni mosse nei suoi confronti”.
Ancora: “Al riguardo, è inutile dire l’estrema felicità che ha colto il dott. Assenso e il geom. Romano nel momento in cui hanno appreso entrambi l’esito della decisione del giudice del Riesame, il quale ha spazzato via la mortificante accusa, ampiamente utilizzata nel corso della campagna elettorale comunale a cui entrambi sono stati estranei, di aver costituito e fatto parte in Ventotene di un pericoloso sodalizio criminale. Nell’esprimere, infine, la mia personale soddisfazione per la decisione pronunciata dal giudice del riesame, sono contento soprattutto perché con la decisione del Riesame è stata ridata la piena e integrale libertà a delle persone che non meritavano, di certo, di vivere la mortificante esperienza di un stato, seppure domiciliare, di detenzione”.

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