Il Tar frena sulla realizzazione del dissalatore

Il Tar frena sulla realizzazione del dissalatore

Osteggiato da ambientalisti e imprenditori turistici dell’isola, il Tar di Latina frena sul progetto del dissalatore a Ventotene.

Dopo che Acqualatina, gestore del servizio idrico e società che dovrebbe realizzare l’impianto in località Porto Nuovo, presentò un’istanza per sottoporre il progetto a valutazione di incidenza ambientale, lo scorso 3 agosto la Regione Lazio ritenne che un impianto del genere non dovesse essere sottoposto a tale procedura, non rappresentando alcun rischio per l’ambiente. Doveva essere il via libera definitiva al dissalatore e alla fine della dipendenza dell’isola dal rifornimento di acqua potabile con le navi-cisterna. Quel provvedimento e quelli che lo hanno preceduto sono stati però impugnati dall’Associazione albergatori di Ventotene, da Antonio Impagliazzo, Michele Bernardi e Antonio Santomauro, tutti impegnati nelle attività turistiche dell’isola.

I ricorrenti, in più occasioni, hanno dichiarato di ritenere l’impianto inutile, perché insufficiente e costoso, e soprattutto una minaccia al delicato ecosistema di Ventotene, sia per gli scarichi in mare che per le immissioni in atmosfera.

Il Tar di Latina, a un primo esame del ricorso, lo ha ritenuto fondato. Meglio: ha riscontrato “apprezzabili motivi di fondatezza”. Secondo i giudici è opportuno sottoporre il progetto alla valutazione di impatto ambientale. Il Tar, ritenendo che la Regione debba rivedere quanto prima il problema della VIA, evitando così inutili perdite di tempo sull’eventuale costruzione dell’impianto, e ravvisando al momento il “danno grave e irreparabile”, ha così sospeso l’ok regionale dell’agosto scorso.

Il caso verrà poi esaminato nel merito il prossimo 21 settembre.

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