Mammografia impossibile in provincia di Latina

Mammografia impossibile in provincia di Latina

Da circa un mese, a Formia ed in provincia di Latina è praticamente impossibile effettuare mammografie o ecografie al seno, usufruendo del Servizio Sanitario Nazionale. Un’amara realtà che coinvolge non solo i presidi ospedalieri del Distretto 5, ma l’intero territorio gestito dall’Azienda sanitaria di Latina, in pratica, 33 Comuni per 572.000 residenti, di cui una percentuale di almeno il 30/33% costituita da donne interessate allo screening oncologico, considerato dal Parlamento Europeo “come priorità assoluta per la salute ed il benessere sociale, nella lotta contro il tumore della mammella”, tanto da invitare tutti gli Stati membri a creare una “taskforce” per debellare una malattia che è prima causa di morte e di morbilità nella popolazione femminile europea.

E così, in breve tempo, nel presidio sud, per quanto riguarda appunto un esame mammografico, siamo passati dalle liste di attesa di almeno dodici mesi, alla paralisi totale. Eccezion fatta, ovviamente, per quelli effettuati “a pagamento”, possibili, addirittura, nell’arco delle ventiquattro ore, grazie alla “disponibilità” di cinque medici radiologi distribuiti tra gli ospedali “San Giovanni di Dio” di Fondi e “Dono Svizzero” di Formia.

La via crucis di una delle tante pazienti, interessate al controllo preventivo oncologico del seno, inizia alla fine del mese di ottobre, allorchè si presenta al CUP di Formia, con tanto di impegnativa sanitaria, per prenotare la relativa visita. Allo sportello chiedono tessera sanitaria, indirizzo e numero di telefono, ma, a conclusione dell’interrogazione – o presunta interrogazione – telematica, la risposta è stata sorprendente: “Non possiamo assegnarle una data; gli esami sono stati sospesi!”. Altrettanto lapidaria la replica dell’addetto allo sportello, alle giuste rimostranze della signora: “Non siamo tenuti a fornire spiegazioni” e di seguito, “Se vuole, ci sono posti a pagamento, o altrimenti, telefoni al numero verde provinciale dell’azienda sanitaria (803333)”. Telefonata effettuata, dopo tre o quattro tentativi andati a vuoto, ma senza conseguire risultati più apprezzabili. “In tutta la provincia di Latina non si assegnano posti – è stata la risposta dell’addetta al call center – provi a richiamare ogni 10/15 giorni, o passi al centro di prenotazione del suo distretto, per vedere se la situazione è cambiata”.

Dunque, niente mammografie in tutta la Asl di Latina, fino a data da destinarsi. Ma cosa c’è a monte di tale decisione? Apparecchi non funzionanti? Impensabile, se a pagamento è possibile effettuare l’esame diagnostico. Qualcuno, al solito ben informato, avrebbe avanzato l’ipotesi di una carenza di personale, eppure, solo tra Formia e Fondi, ci sono ben cinque medici a disposizione. Ed allora? A cosa si deve tale decisione dei vertici sanitari?

Una decisione davvero amara ed emblematica, se si raffronta con quanto ha scritto, soltanto quattro mesi fa, Carlo De Masi, radiologo addetto allo screening mammografico della Asl, sul bimestrale dell’azienda “Latina Salute”: “La Asl di Latina, tra le prime in Italia e nel Lazio, avendo a disposizione tutte le professionalità coinvolte nel gruppo multidisciplinare di Senologia, si è organizzata. Il direttore generale Capirossi ha definito il tumore della mammella come una vera e propria “epidemia” da debellare; ha energicamente dichiarato di voler mettere in campo la famosa task-force contro i tumori della mammella e… detto fatto, ha istituito la Breast Unit a Latina. Adesso tocca a noi fare in modo che tutto funzioni al meglio: campagne di informazione ed educazione sanitaria, coinvolgimento attivo dei medici di Medicina generale, riorganizzazione dell’accesso delle donne al primo esame senologico, presa in carico globale dei casi risultati positivi e successivo follow up personalizzato, sono gli impegni non poco gravosi che dovranno affrontare tutti i componenti della Breast Unit di Latina, che si distingue anche come esempio di ottima integrazione tra specialisti ospedalieri ed universitari.

In tutta la provincia verranno potenziate le sedi di screening mammografico già presenti ad Aprilia, Latina, Fondi, Priverno, Formia. Le strutture di diagnostica clinica per le donne più giovani lavoreranno in rete con due centri, Latina e Formia, tecnologicamente avanzati. La Asl di Latina ha anche installato due mammografi digitali diretti nelle sedi di Latina e Formia, ha completato la digitalizzazione (indiretta) dei mammografi per lo screening e, ciliegina sulla torta, ad inizio 2015 ha acquistato un mammografo digitale diretto per tomosintesi, macchinario ad elevatissima tecnologia. In definitiva, oltre ad essere una organizzazione di professionisti dedicati, la Breast Unit si fonda anche su una tecnologia per la diagnostica di massimo livello e, se si considera il periodo non proprio positivo per le note difficoltà economiche legate alla crisi, si deve proprio dire che è stato fatto un grande sforzo da parte della nostra Asl, uno sforzo di investimenti che deve tornare a tutta la collettività in termini di salute”.

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