Omicidio dell’avvocato Piccolino, convalidato l’arresto di Michele Rossi

Omicidio dell’avvocato Piccolino, convalidato l’arresto di Michele Rossi

AGGIORNAMENTO 16:24
Il giudice per le indagini preliminari, Valerio Lanna, ha convalidato l’arresto del 59enne Michele Rossi disponendo per il sancosimese la custodia cautelare in carcere con isolamento. Specificatamente all’omicidio e alla situazione del Rossi, tra l’altro si legge nell’ordinanza in cui si convalida il fermo, “montare irrefrenabile di una lucida follia”, da cui “il tutto sarà in seguito da vagliare sul versante psichiatrico”.

Interrogatorio di convalida questa mattina, venerdì, presso la casa circondariale di Cassino per il 59enne Michele Rossi, reo confesso dell’omicidio del 71enne avvocato Mario Piccolino. Rossi, assissito dall’avvocato Andrea Di Croce cui si è aggiunto Francesco Sabatino del foro di Vibo Valentia, è così comparso di fronte al gip Valerio Lanna. Un’interrogatorio durato alcune ore in cui Rossi ha reso ampie dichiarazioni, “lucide e circostanziate”, indicando nuovamente il luogo, nei pressi di un fiume, dove avrebbe gettato la pistola calibro 22 e i vestiti (ancora non ritrovati) utilizzati per l’omicidio. Smentita l’indiscrezione secondo cui si sarebbe costruito l’arma da solo, Rossi deteneva legalmente almeno sei altre armi, non è stato reso noto se anche la pistola con cui ha sparato.

Unico movente dell’omicidio resta dunque la causa civile che lo aveva visto contrapporsi a Cristoforo Coraggio nel possesso di una grotta a Ventotene e, poi, il successivo processo a carico dell’avvocato formiano presso il Tribunale di Perugia. A quanto emerso Rossi e Piccolino non avevano più avuto contatti dopo il 2003 ma bene si conoscevano precedentemente quando, in alcuni momenti, erano entrati in contrasto a causa della diversa appartenenza politica.

Un delitto a sfondo personale dove, per quanto le indagini siano ancora in corso, non emergerebbere responsabilità di alcuna altra persona. E la cui scintilla scatenante potrebbero essere stato l’ictus e l’ischemia che in successione, nel corso dell’ultimo anno, hanno colpito il 59enne di Santi Cosma e Damiano. In questo senso la difesa ha cominciato a produrre la prima documentazione medica sulle cure riabilitative dell’uomo. Proprio su questo, presumibilmente, si giocherà l’intera vicenda giudiziaria per quanto il sostituto procuratore Alfredo Mattei non avrebbe grandi dubbi sulla capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dell’omicidio. Fatto sostenuto anche dai legali del fratello dell’avvocato ucciso.

Allo stato Rossi resta detenuto a Cassino tenuto sotto stretta sorveglianza visti anche i propositi, formalizzati in alcune lettere precedenti all’omicidio, di togliersi la vita.

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