TRAVESTITA DA SQUILLO PER RAPINARE I SUOI CLIENTI, VITTIME ANCHE NEL BASSO LAZIO

TRAVESTITA DA SQUILLO PER RAPINARE I SUOI CLIENTI, VITTIME ANCHE NEL BASSO LAZIO

lucciolaAndava avanti da maggio. Da allora in tanti erano caduti nella sua rete. Un’adescatrice di professione. Di certo non una prostituta, ma una che si spacciava per tale al fine di far cadere le sue vittime nelle sue spire.

Diversi gli uomini catturati dalla bella donna, probabilmente vestita in maniera provocante tanto da far  intendere di poter offrire qualche minuto di sesso senza alcun coinvolgimento emotivo. Ma l’epilogo era ben diverso dai presupposti.

Ferma sulla Domiziana, vuoi per la bellezza, vuoi per la sensualità, la donna riusciva facilmente ad adescare le sue prede. In breve gli uomini venivano abbindolati dalla finta lucciola che nell’immediato chiedeva solo di prendere un caffè.

Ma bastava un attimo di distrazione e l’adescatrice era pronta a mettere nella bevanda una polverina soporifera. Quel tanto che bastava a far addormentare, una volta salite in auto, le sue vittime. Ed era in quel frangente che si consumava la rapina. La finta squillo ripuliva completamente l’uomo di turno  di ogni prezioso, lascandolo lì a dormire. Il risveglio poi era davvero triste, non solo niente sesso, ma anche la sparizione di tutti gli effetti personali.

Qualcuno, e si presume non siano state tutte le reali vittime, ha sporto denuncia contro ignoti. Nessuno fino ad ora era riuscito a ricordare abbastanza dei tratti somatici della seduttrice da consentire di tracciare un identikit. Solo di recente uno degli sfortunati ha saputo fornire una descrizione utile agli investigatori. Tale da far supporre di aver identificato l’adescatrice.

La verità, però, è che seppure i carabinieri della stazione di Vascaturo – che fanno capo alla Compagnia di Giugliano – hanno proceduto all’arresto di M.V., ora rinchiusa nel carcere femminile di Pozzuoli, poiché sicuramente è l’autrice della rapina che si è consumata il 18 maggio scorso, non è certo che sia riconducibile anche alle altre rapine che si sono consumate con le stesse modalità. E allora, coordinate dagli uomini dell’Arma di Mondragone, proseguono le indagini per arrivare ad avere riscontri circa le generalità della finta prostituta che ripuliva (o magari ripulisce ancora ndr) i suoi clienti che ogni giorno transitavano sulla Domiziana.

Gli investigatori – e non solo i carabinieri della Compagnia di Giuliano perché di vittime l’adescatrice sembra ne abbia mietuto un gran numero presumibilmente anche originarie del basso Lazio – stanno sentendo tutti coloro che sono caduti nella trappola di M.V. al fine di poter ricollegare l’arrestata a tutti gli episodi denunciati o eventualmente rintracciare colei che ne ha emulato il comportamento.

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