IL CONSIGLIO PROVINCIALE VOTA UN ORDINE DEL GIORNO A FAVORE DEL SETTORE ITTICO

IL CONSIGLIO PROVINCIALE VOTA UN ORDINE DEL GIORNO A FAVORE DEL SETTORE ITTICO

AGGIORNAMENTO – Il Consiglio Provinciale di Latina intervenendo sulla crisi del settore ittico e pesca ha votato un ordine del giorno a sostegno del comparto in cui si esprime solidarietà a tutti i lavoratori dei Comparti Marittimi di Gaeta ed ai pescatori delle Marinerie di Terracina e di Latina e di tutto il litorale Pontino. Inoltre, si legge, “perseguirà tutte le azioni tese ad agevolare la ripresa economica del settore” e “si adopererà direttamente presso gli organismi dell’Unione Europea”.

Così il presidente del Consiglio Provinciale Michele Forte: “Ho immediatemente preso in considerazione le problematiche sollevate dalla categoria dei pescatori professionisti  e con un ODG aggiuntivo presentato oggi in Consiglio e approvato da tutti i presenti , la Provincia di Latina esprime piena solidarietà a tutti gli operatori delle Marinerie di Gaeta, Terracina Latina e di tutto il litorale Pontino. Questa azione trova la sua ragione nella volontà di ridurre il disagio per i professionisti del mare e soprattutto gli effetti che provocano sull’economia del nostro territorio,  riconoscendo il diritto al lavoro degli stessi e salvaguardando gli aspetti economici occupazionali della categoria. Mi farò inotre portavoce affinchè gli Enti e gli Organismi preposti a sostegno del Comparto Ittico, perseguano tutte le azioni tese ad agevolare la ripresa economica del settore e adoperandomi direttamente anche presso gli organismi dell’Unione Europea”.

IL COMMENTO DELL’ASSOCIAZIONE PESCATORI DEL GOLFO

“L’auspicio, precisano Antonio Fantasia, presidente dell’associazione Pescatori del Golfo, ed Erminio Di Nora, consulente esperto del settore che ha relazionato i punti per conto della categoria,è che siano attuate al più presto delle deroghe e vengano valutate attentamente le nostre richieste sia presso il Ministero delle Politiche Agricole, ma anche a Bruxelles, dove evidentemente i nostri rappresentanti non hanno saputo esporre sul “campo” alcune peculiarità della pesca e dei pescatori. Ci impegneremo affinchè i punti indicati dalla Provincia di Latina vengano ripresi da tutte le altre province interessate al problema, affinchè ci sia una trattazione unitaria e coordinata presso la UE così come indicato nel documento della stessa Provincia di Latina”.

L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

Il Consiglio Provinciale di Latina

considerato:

–    La grave situazione in cui si trovano le imprese di pesca oggi a causa dei costi del carburante, del fermo biologico troppo spesso inutile perché attuato in periodi non idonei, della mancanza di fondi per la demolizione, del prepensionamento grazie al riconoscimento della pesca quale lavoro usurante.
–    Che il budget proposto del FEAMP, che sostituirà l’attuale Fondo europeo per la per la pesca (FEP) e vari altri strumenti, ammonta a 6,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.
–    Che in relazione alle notizie e alle comunicazioni della stampa saranno la pesca artigianale e l’acquacoltura a trarre beneficio dalle maggiori attenzioni riservate alle questioni ambientali nello stanziamento dei fondi di bilancio della politica comunitaria della pesca.
–     Che è indispensabile la presentazione di un piano per la riqualificazione della costa e un programma di gestione delle risorse che parta da chi oggi sta affrontando le maggiori difficoltà subentrate con l’applicazione del regolamento comunitario, utilizzando la conoscenze e l’esperienza dei pescatori per riformulare un nuovo piano di gestione delle risorse del mare.
–     Che  la crisi economica si riflette sul comparto ittico che soffre da tempo per una situazione di difficoltà legata alle restrizioni sullo sforzo di pesca, alle nuove norme europee e al caro gasolio.
–    Che negli ultimi dieci anni il settore della pesca italiano ha registrato un calo della produttività pari al 48,8 %, una riduzione del fatturato pari al 31%  e  un crollo dei livelli occupazionali.
–    Che  la realtà socio-economica della pesca professionale in Italia è sull’orlo del collasso, tenuto conto che si è  passati da un sistema quasi completamente di tipo assistenziale, alle novità introdotte dal Regolamento UE nel 2010, alla riforma della licenza di pesca a punti entrata a regime il primo gennaio 2012, per terminare con un modello autoregolamentato di gestione delle risorse alieutiche che passi anche attraverso i GAC, Gruppi di Azione Costiera.
–    Il finanziamento per la dismissione delle draghe idrauliche (turbosoffianti), utilizzati per la pesca delle vongole e dei cannolicchi e quello per il ritiro delle reti derivanti per la pesca del pesce spada, non ha però creato nuova occupazione ed anzi, per le isole minori e il sud Italia, l’eliminazione di questo tipo di lavoro,  ha allontanato i giovani dal mare e dalla pesca.
–    Che accanto alla tutela della risorsa non è stato previsto un piano idoneo di mantenimento dei livelli occupazionali e di sburocratizzazione atto a favorire la riconversione della pesca e la gestione responsabile delle risorse.
–    Che la categoria risulta irrimediabilmente stretta in una morsa tra alcune associazioni ambientaliste, che l’accusano di predare il mare, e un Ministero che nel corso degli anni ha rilasciato autorizzazioni per la pesca sperimentale del pesce azzurro, autorizzato fermi biologici volontari, finanziato progetti particolari, ecc..
–    Che oggi che la Comunità Europea chiede il conto e sono ancora una volta  i pescatori a pagare il prezzo pìù alto e non certamente quella parte della ricerca che ha autorizzato l’aumento e la diminuzione dello sforzo di pesca in alcuni compartimenti.

PRESO ATTO DELLE SEGUENTI PROPOSTE:

–    Verifica dell’applicazione della patente a punti per evitare che dopo investimenti di centinaia di migliaia di euro un’impresa possa “cessare l’attività”;
–    Effettuare una sperimentazione nei Compartimenti di Gaeta, di Terracina e di Latina per verificare se effettivamente le taglie indicate dalla Unione Europea corrispondono a specie mature e pronte per la riproduzione e destinate alla cattura o meno;
–    Rivedere il limite della pesca entro 1,5 miglia dalla costa e di 50 metri di profondità, considerando le peculiarità del nostro litorale;
–    Prevedere misure integrative sociali, fiscali o previdenziali, utili alla compensazione per l’aumento del prezzo del gasolio, che nella pesca è fondamentale per svolgere l’attività;
–    Organizzare il fermo biologico per aree di interesse e in periodi concordati con le marinerie, nel rispetto degli areali e delle consuetudini;
–    Riconoscimento della pesca professionale quale lavoro usurante;
–    Tassazione forfetaria, come per il regime agricolo, anche per la pesca basando  il calcolo dell’imposta sugli indici di redditività, al fine di ottenere la massima trasparenza, come accade in altri Paesi della Unione Europea ed extra Europea;
–    Partecipazione diretta al GAC da parte del pescatori;
–    Riconoscimento delle Associazioni Regionali e Interregionali di pescatori professionali, anche se non aderenti ad alcuna delle Associazioni riconosciute dal Ministero, quando queste rappresentino almeno il 50% delle unità di pesca iscritte in ciascun compartimento marittimo;
–    Prevedere misure di interesse specifico per le isole minori, come ad esempio Ponza dove alla riconversione delle spadare non ha fatto seguito alcun piano reale e concreto di modifica del sistema e delle unità da pesca;
–    Pubblicare al più presto il decreto attuativo su pescaturismo e ittiturismo, attività che dal 1997 avrebbero dovuto integrare l’attività della pesca professionale, sostenendo al contempo la diminuzione dello sforzo di pesca;
–    Integrare la pesca professionale con contratti per i giovani, quali l’apprendistato e i finanziamenti a favore dei giovani agricoltori;
–    Adeguamento delle strumentazioni di bordo, cosi come richiesto nelle ultime circolari, prevedendo la possibilità di finanziamenti da parte dei competenti Ministeri;
–    Dare priorità nella liquidazione delle pratiche di demolizione a quelle famiglie che hanno avuto i propri familiari/armatori vittime sul lavoro in mare.

ESPRIME

Piena solidarietà a tutti i lavoratori dei Comparti Marittimi di Gaeta ed ai pescatori delle Marinerie di Terracina e di Latina e di tutto il litorale Pontino.

FA VOTI

Affinchè gli Enti e gli Organismi preposti, a sostegno del Comparto Ittico, perseguano tutte le azioni tese ad agevolare la ripresa economica del settore.

FA VOTI

Di adoperandosi direttamente presso gli organismi dell’Unione Europea.

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