IL CONSIGLIO DEL LAZIO APPROVA PIANO REGIONALE ATTIVITA’ ESTRATTIVE

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Prae (Piano regionale delle attività estrattive), una sorta di piano regolatore generale del settore. Si tratta di un atto di programmazione settoriale che definisce gli indirizzi e gli obiettivi di riferimento per l’attività di ricerca e di coltivazione di materiali di cava e torbiera, previsto dalla legge n. 17 del 2004 (Norme per la coltivazione delle cave e torbiere della Regione Lazio). A partire dalla pubblicazione della delibera consiliare sul Bollettino ufficiale, le Province avranno un anno di tempo per adeguare i propri Piani Territoriali e, a procedura ultimata, saranno i Comuni a rilasciare tutte le autorizzazioni e non più la Regione. Il Piano, redatto dal Ceri, il Centro di ricerca dell’università La Sapienza di Roma, oltre a definire i principi generali entro i quali dovranno delimitarsi le linee di azione dei Piani territoriali generali provinciali, contiene una banca dati completa di tutte le cave e di tutto il territorio laziale, alla quale è associato un Sistema Informativo Territoriale (G.I.S., Geographical Information System). “Il sistema – dicono dalla Regione – è largamente diffuso presso gli uffici regionali e, grazie alla disponibilità di una sezione cartografica completa e ‘dinamica’, consentirà un aggiornamento costante per ogni singola cava. In tal modo sarà possibile effettuare una pianificazione delle attività, sia dal punto di vista economico, in termini di fabbisogno di materiali, sia in termini di garanzie per l’ambiente nei territori circostanti le aree delle cave”. Il Piano era passato all’unanimità in commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato.

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