LATINA: IN ARRESTO 11 APPARTENENTI AL “CLAN DI SILVIO”

Alle prime ore dell’alba, al termine di mirate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Latina e coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato per contrastare le attività criminali del clan Ciarelli-Di Silvio, protagonista negli ultimi mesi di gravi fatti delittuosi,  in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Latina, sono state  tratte in arresto a Latina 11 persone. Questi devono rispondere dei reati di associazione per delinquere, estorsione, detenzione illegale di armi da sparo, commissione di incendi dolosi e tentati omicidi. In particolare le indagini svolte hanno permesso di individuare con il ruolo di capi e promotori dell’associazione Di Silvio Costantino, sottoposto con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di PS, e Di Silvio Carmine (allo stato entrambi detenuti rispettivamente per i reati di omicidio volontario il primo, e per il reato di sequestro di persona ed estorsione il secondo), nonché Di Silvio Armando, Di Silvio Giuseppe Pasquale e Di Silvio Ferdinando; con il ruolo di organizzatore Di Silvio Samuele il quale si occupa di reperire le armi, individuare soggetti idonei per il compimento di azioni delittuose, effettuare i necessari sopralluoghi; De Rosa Giulia con il compito sia di continuare l’attività di usura già avviata dal coniuge Costantino Di Silvio e necessaria al sostentamento di tutta l’organizzazione, sia di occultare e custodire le armi; Mattiuzzo Gianluca , Di Silvio Maria Giuseppina, con il compito di occuparsi di fornire le armi agli autori di fatti delittuosi, nonché di nasconderle per evitare i controlli della Polizia. A questi in qualità di fiancheggiatori si aggiungono  Falzarano Andrea quale autore di attentati incendiari, e Scava Gerardo utilizzato per nascondere armi e dare appoggio logistico ai membri dell’organizzazione criminale. Inoltre, nelle ultime settimane le investigazioni hanno consentito di accertare che gli arrestati hanno manifestato il proposito di commettere gravi azioni delittuose. Si è infatti evidenziato che, dopo l’arresto di alcuni membri dell’organizzazione criminale, immediatamente altri accoliti hanno preso il loro posto, al fine sia di continuare nelle attività delittuose tipiche quali l’usura e l’estorsione, sia di avviare azioni di intimidazione nei confronti di soggetti collegati ad altre fazioni delinquenziali o di vittime delle loro illecite richieste. Inoltre, a seguito degli eventi criminali avvenuti negli ultimi mesi, l’organizzazione criminale in parola è stata costretta a rendersi più visibile  per dare una dimostrazione della sua forza. Tutto ciò ha costretto gli accoliti dell’associazione criminale a prevedere e programmare attività delittuose e di ritorsione anche nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine . In particolare, proprio per dimostrare la loro forza di intimidazione, i promotori dell’associazione avevano programmato l’esecuzione di alcuni attentanti eclatanti, attraverso i quali ribadire il proprio primato criminale e, altresì, pensare di intimidire gli investigatori che si muovono nei loro confronti con sempre maggiore incisività. Le investigazioni hanno anche permesso di accertare l’estrema pericolosità dell’organizzazione capace di procurarsi armi di vario genere.

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