Riorganizzazione dei presidi di polizia per arginare le mafie: l’appello inascoltato della Caponnetto

Sono almeno dieci anni che l’associazione Caponnetto ha proposto al Capo della Polizia ed al Ministero dell’Interno un piano di riorganizzazione dei presidi di polizia in provincia di Latina, tenuto conto della gravità della situazione ivi esistente”, ricordano dal sodalizio attivo da anni nella lotta alle illegalità e alle mafie. Eppure, da allora si è mosso poco o nulla: le richieste dell’associazione sono rimaste lettera morta.

“Il piano prevedeva, oltre all’istituzione di una Sezione della Dia nel sud pontino, anche quella di commissariati nei Monti Lepini, a Latina mare e ad Aprilia nonché un supercommissariato con 1° Dirigente ed un nucleo consistente di una ventina di uomini e donne della Squadra Mobile a Formia. Un territorio come quello pontino, così assediato dalle mafie di ogni provenienza che ormai sono diventate padrone di quasi tutta l’economia, con ampi collegamenti con parti della politica e della società, non può  rimanere ulteriormente sguarnito di strutture importanti per combatterle. Il Capo della Polizia con lettera del febbraio 2014 ci rispose che avrebbe sottoposto le nostre proposte agli organi competenti, ma da allora non abbiamo saputo più niente”.


Ed ecco allora i vertici dell’associazione tornare sull’argomento pubblicamente, rinnovando una a una le succitate richieste operative, nonostante il tempo trascorso ritenute più che mai attuali per difendere le terre pontine e i suoi abitanti dall’incedere dei clan e di altre espressioni d’illegalità diffusa.