Mancata attuazione del piano d’ambito e inefficienza del servizio idrico, il Consiglio di Stato rimette mano alle tariffe

Le associazioni Cittadini per la Tutela dei Beni Comuni di Formia, Pendolari Stazione di Minturno Scauri, Confconsumatori Latina, Comitato Acqua Gaeta, Laboratorio Socio Politico S. Giacomo Gaeta, hanno inviato a tutti i Sindaci e al Presidente dell’Egato 4 – Latina, nonché alla Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4, alla Arera e al Garante Idrico Regionale una comunicazione relativa alle note problematiche degli aumenti tariffari.

In particolare apprendiamo – scrivono le associazioni firmatarie – della sentenza n. 05309/2021 emessa dal Consiglio di Stato nella quale, che a seguito di numerose censure mosse dai comuni ricadenti nell’ambito di gestione della società Gori in Campania, si è provveduto a rimettere mano alle tariffe idriche precedentemente approvate per il periodo 2012/2015 poiché “Per quanto riguarda la questione della formula tariffaria adottata, il punto controverso è essenzialmente quello della vigenza del piano d’ambito o comunque della sua attuazione, dato che la mancanza del piano determinerebbe una utilizzazione impropria del sistema tariffario. La questione riguarda in sostanza la contestata utilizzazione di una formula tariffaria, più favorevole al gestore, prevista per i casi di attuazione del piano d’ambito. Nel caso di specie non è contestato che il piano d’ambito sia stato adottato nel 2000, mentre è controverso tra le parti che esso abbia avuto attuazione.”

Nel nostro caso l’approvazione del Piano d’Ambito è avvenuta con delibera del 2 settembre 1999 e mai aggiornato (non esiste pubblicazione di un vigente Piano d’Ambito sul sito internet di ATO4 e del Gestore nonostante sia doveroso).

Si è provveduto, a partire dal 2003, solo a una deliberazione in “serie” di lavori straordinari per ogni settore del SII senza mai avere riscontro nei controlli da parte della STO e di ATO4 e, quindi, della concreta attuazione del Piano d’Ambito. La regola fondamentale che prima di deliberare nuove spese è necessario verificare a “consuntivo” la correttezza sotto ogni profilo di quelle precedenti, non risulta deliberata o pretesa da ATO4 e dalla Segreteria Tecnica Operativa e i rapporti informativi sulla gestione risultano solo quelli di Acqualatina.

In sostanza, non abbiamo avuto mai contezza della corretta esecuzione del Piano d’Ambito, ammesso di poter riuscire a conoscere quello vigente.

Come Associazioni, e nell’esclusivo interesse dei cittadini/utenti della provincia di Latina, alla luce dei recenti aumenti tariffari approvati, facciamo nostre le loro perplessità e in particolare ci chiediamo se la parte pubblica, ovvero i Sindaci, con l’ausilio della Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO 4 Latina, abbiano nel corso degli anni della gestione Acqualatina operato i dovuti controlli, la dovuta vigilanza sul piano degli investimenti e la sua puntuale ed efficiente attuazione del Piano d’Ambito.

Ci chiediamo inoltre, se si sia proceduto con una analisi dettagliata delle problematiche inerenti i fenomeni della dispersione idrica, ancora superiore al 70%.

Nel Sud-Pontino siamo ad una dispersione pari a circa 80%, nonostante l’approvazione di un piano di investimenti che prevedeva, a partire dal 2003, anno in cui Acqualatina ha preso in gestione il servizio, la riduzione delle dispersioni al 40% entro il 2009, allorquando la media nazionale si attesta attualmente intorno al 40%.

Nonostante i numerosi interventi effettuati, la dispersione idrica non ha subito modifiche significanti, e risulta persino aggravata. In contrasto con tali dati sconfortanti, negli ultimi undici anni Acqualatina ha cumulato oltre 91 milioni di utili, come accertato nei suoi bilanci.

L’assenza di un Piano d’Ambito e/o di un controllo della sua attuazione è sottolineato da molte carenze “storicizzate”, come il problema della torbidità mai risolto; la pressione della fornitura idrica inferiore a 2,5atm (25m) a livello strada per moltissime abitazioni del Sud Pontino contrariamente a quanto stabilito dal contratto di servizio; la depurazione delle acque reflue che non soddisfa gli standard richiesti dalla norma (dovrebbero essere almeno riutilizzabili per l’irrigazione delle coltivazioni); il deterioramento delle sorgenti.

Non mancano mai, invece, gli aumenti tariffari basati su futuri investimenti senza aver accertato prima l’efficienza e l’efficacia di quelli precedenti.

Ebbene, la Cittadinanza si chiede e chiede con forza ai Sindaci e alla STO: “Avete effettuato i dovuti controlli prima di deliberare gli aumenti tariffari?”

Tutto ciò è fondamentale per la tutela degli interessi della utenza, controllare, contestare le inadempienze, verificare puntualmente la corrispondenza tra il programmato e il realizzato in termini di investimenti è direttamente funzionale alla successiva contestazione delle mancanze e quindi alla possibilità di opporsi agli aumenti tariffari che annualmente Acqualatina propone e che la parte pubblica, mancante della concreta ed effettiva funzione di controllo, si vede costretta ad approvare.

Ogni anno la parte pubblica e la politica ci dice che gli aumenti sono funzionali al servizio di “qualità” fornito e che l’ARERA dall’alto impone questo calcolo della tariffa che tenga conto di quanto speso in termini di investimenti. Tutto ciò non è completamente vero! È vero che il pubblico e la politica devono tutelare l’interesse dei Cittadini, effettuare i controlli, avanzare contestazioni puntuali e quindi, solo poi, opporsi alle richieste insensate e ingiustificate del Gestore.

Riteniamo che Acqualatina non sia efficiente ma dobbiamo constatare che anche la parte pubblica non lo è!”.