Forte-Bardellino, tensione continua. La famiglia del defunto senatore: “Da Villa sciacallaggio”

Dopo aver annunciato (e confermato) di aver dato mandato all’avvocato Renato Archidiacono di agire “con tempestività” in via giudiziaria per tutelare l’immagine, la figura e la memoria del senatore Michele Forte, la famiglia dell’ex sindaco di Formia rinnova i suoi sentimenti di “doloroso dispiacere” per la decisione della professoressa Paola Villa, primo cittadino uscente e tra i candidati a sindaco in vista delle prossime elezioni, di “aver ulteriormente proseguito e alimentato la sua strumentale polemica elettorale” evocando i presunti rapporti tra Forte e la famiglia Bardellino, un tempo al vertice del clan dei Casalesi. Per i Forte, le parole di Villa sono solo “un atto di sciacallaggio“.

Aldo Forte

A ribadirlo, attraverso una nota stampa inviata anche a nome degli altri congiunti, è il figlio dell’ex sindaco centrista di Formia, Aldo Forte. Che evidenzia: “Speravo fosse un capitolo chiuso del quale se ne sarebbe dovuto occupare esclusivamente l’autorità giudiziaria per verificare se le diffamatorie dichiarazioni dell’ex sindaco presentassero profili di illiceità. Devo pur tuttavia tornarmi ad occupare della questione per segnalare le ennesime gravi  inesattezze contenute nell’ultima nota della professoressa Villa, che impongono alcune brevi precisazioni. Per quanto riguarda la questione del cambio di residenza della famiglia Bardellino, per la quale la ex sindaca sembra imputare dei profili di responsabilità a carico di mio padre, è sufficiente osservare come la normativa di settore vigente all’epoca dei fatti imponeva tra gli accertamenti di competenza dell’Ufficio di Stato Civile esclusivamente quelli riguardanti la sussistenza di una dimora abituale nel comune presso il quale veniva richiesta l’iscrizione anagrafica. E’ bene evidente dunque come l’ufficiale di stato civile non avesse alcun potere discrezionale in presenza di tale requisito per poter negare a chicchessia il cambio di residenza. Né può passare il principio evocato  nella nota della professoressa Villa, secondo la quale essendo previsto la possibilità di un ricorso, ciò potrebbe legittimare in qualche modo un pubblico ufficiale alla violazione della legge tanto comunque poi il suo provvedimento sarebbe suscettibile di una impugnazione“.

Villa nella sua replica ai familiari e al legale del senatore Forte aveva richiamato una sentenza di assoluzione del 3 marzo 2021 del giudice monocratico Francesca Auriemma, della seconda sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di una giornalista della Gazzetta di Caserta relativamente ad un articolo pubblicato il 14 settembre 2013 dal titolo: ‘Carmine Schiavone: Forte amico di Bardellino’.

Antonio Bardellino

A detta di Aldo Forte e del resto della famiglia, Villa ha commesso “volutamente un altro e più grave errore di cui dovrà rispondere nelle sedi competenti“. Cosa? “Ha voluto dare un fondamento alla sua perpetrata illazione diffamatoria ispirandosi strumentalmente ad una decisione dell’Autorità Giudiziaria. Purtroppo non è così. Se la professoressa Villa avesse avuto cura di leggere la motivazione della predetta sentenza non si sarebbe avventurata in questa sua personale e calunniosa narrazione. A pagina 5 della motivazione il giudice Auriemma ha infatti evidenziato la pacifica natura diffamatoria delle dichiarazioni rilasciate in sede di intervista da Carmine Schiavone alla stessa giornalista escludendo a carico di quest’ultima una ipotesi di sua responsabilità per la semplice ragione che oggetto della contestazione non era la veridicità del contenuto delle dichiarazione dello Schiavone, ma più semplicemente dall’aver pubblicato ‘dichiarazioni non veritiere in quanto mai pronunciate da Schiavone Carmine“.

Ma i Forte vanno oltre: “La palese e chiara natura diffamatoria del contenuto delle dichiarazioni di Schiavone, circa l’esistenza di rapporti tra Michele Forte e la famiglia Bardellino, è stata dimostrata, inoltre dal contenuto degli accertamenti compiuti dalla Sezione di Polizia Giudiziaria distaccata presso la Procura della Repubblica di Napoli“.

L’avvocato Archidiacono

Lo storico legale del senatore Forte, l’avvocato Renato Archidiacono, ha rivelato il contenuto di un’informativa di risposta dei carabinieri del 13 giugno 2016 all’allora Procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Colangelo. Un carteggio (QUI IL DOCUMENTO COMPLETO) che termina in questo modo: “In relazione alla nota di riferimento, con la quale la S.V ha autorizzato alla ricerca in Banca Dati di atti e/o dichiarazioni relativa a ‘…presunte vicinanze del denunciante – Forte Michele – ai fratelli Ernesto e Antonio Bardellino…’, si comunica che l’esito della stessa è stato negativo. Si comunica, inoltre, che la ricerca è stata estesa, avendo analogo esito anche su eventuali rapporti societari tre Forte Michele e la famiglia Bardellino. Si rappresenta, infine, che il defunto collaboratore di giustizia Schiavone Carmine, nel corso delle numerose propalazioni rese all’A.G., non ha mai fatto cenno al politico Forte Michele“.

E’ evidente – ha concluso puntualizzando l’avvocato Renato Archidiacono – come l’esito di tale accertamento non consenta più a nessuno di avventurarsi in dichiarazioni palesemente diffamatorie che infangano la memoria di Michele Forte“.