Controlli a tappeto sulla filiera della pesca, il bilancio dal Circeo a Scauri

Controlli a tappeto sulla filiera della pesca, il bilancio dal Circeo a Scauri

Si è conclusa nei giorni scorsi una operazione complessa di controllo della filiera della pesca della Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Direzione marittima di Civitavecchia.

La Guardia Costiera di Gaeta ha predisposto, nell’ambito della provincia di Latina, con l’ausilio dei dipendenti Uffici marittimi di Terracina, Ponza, Formia, San Felice Circeo, Ventotene, Sabaudia e Scauri, un mirato piano di accertamenti attraverso l’impiego di uomini e mezzi navali, effettuando oltre 200 ispezioni per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti ittici, a tutela della salute dei consumatori e della salubrità del pescato.

Le attività di accertamento, condotte nel più scrupoloso rispetto delle disposizioni volte a contrastare la diffusione del “Covid-19”, sono state eseguite lungo tutta la filiera presso punti di sbarco del pescato, società di import/export, grossisti, grandi distribuzioni, pescherie, mercati ittici e ristoranti, nonché a bordo di unità da pesca, professionale e sportiva.

Soddisfacente l’esito dei controlli, segno di una corretta applicazione del dettato normativo in materia di pesca da parte di tutti i soggetti del cluster interessati al settore e dell’efficacia delle attività di vigilanza e prevenzione operate dagli organismi di controllo.

Da segnalare tuttavia un’attività di investigazione congiunta condotta dalla Guardia Costiera di Gaeta con il supporto del Comando regionale della Guardia Costiera di Civitavecchia e della Guardia Costiera di Porto Ercole. Attraverso i sofisticati sistemi informatici di localizzazione e controllo satellitare del traffico marittimo (AIS e Blue box) in dotazione alle sale operative della Guardia Costiera, è stato possibile tracciare la rotta di un peschereccio allontanatosi oltre 50 miglia nautiche (circa 100 chilometri) dalla costa, contravvenendo alle limitazioni previste dalla certificazione in possesso. Il peschereccio, infatti, non avrebbe potuto navigare ad una distanza superiore alle 40 miglia dalla costa, limite previsto in ragione del tipo di unità navale e delle dotazioni di salvataggio e di radiocomunicazione presenti a bordo.

Il comandante ed armatore del peschereccio, V.I., anni 39 di origini ponzesi ma residente a San Felice Circeo è stato deferito per inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto, avente giurisdizione sul primo porto di sbarco dopo l’accertamento del reato, ovvero Porto Ercole in Toscana.”

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