“Bisogna scacciare via l’attuale classe dirigente”, la sfida civica di Parisella

L'ex sindaco di Fondi prova la strada civica con tre liste in suo supporto. L'obiettivo dichiarato è sconfiggere l'attuale maggioranza che lo aveva sostenuto a inizio anni duemila.

“Bisogna scacciare via l’attuale classe dirigente”, la sfida civica di Parisella

Ultimissimi giorni di campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo 20-21 settembre 2020, e noi proseguiamo con la massima attenzione alle amministrative di Fondi con le interviste ai candidati alla carica di sindaco.

Contattati tutti insieme, agli aspiranti sindaci sono state sottoposte un egual numero le domande, cercando di differenziare i quesiti anche in base alla connotazione politica o propri cavalli di battaglia fatti emergere in campagna elettorale.

L’ultimo – solo in ordine temporale – che abbiamo incontrato è stato Luigi Parisella, già sindaco di Fondi e in campo con una coalizione civica.

Luigi Parisella, 59 anni non è nuovo alla vita politica. È già stato sindaco di Fondi dal 2001 al 2009 militando all’epoca delle fila di Forza Italia. Prima ancora, era stato eletto consigliere comunale per la prima volta nel 1991 e aveva ricoperto anche l’incarico di assessore. Negli ultimi anni della propria esperienza da primo cittadino, ha anche ricoperto il ruolo di consigliere provinciale. Parisella nella vita è geometra e marito e padre di tre figli. È stato il primo a lanciare la propria candidatura a sindaco nel luglio 2019, oltre un anno fa. Rappresenta tre liste civiche Riscossa Fondana, Fondi Terra Nostra e La Mia Fondi e si pone proprio in antitesi a quella coalizione di centrodestra che lui stesso aveva rappresentato agli inizi degli anni 2000.

Luigi Parisella

Dopo un mandato e mezzo da sindaco e circa nove anni lontano dalla politica attiva, nell’estate del 2019 ha deciso di scendere nuovamente in campo, come mai?

Una decisione del genere non si prende da soli. Sono stati in particolar modo tanti amici e diversi concittadini che mi hanno chiesto di tornare in politica. Perché? Semplice, perché pensano che la classe dirigente attualmente in maggioranza non riesce a porre in essere iniziative per il rilancio del territorio, iniziative che dovrebbero, invece, rilanciare la città a livello economico e sociale.

Corteggiato da diversi partiti di destra, alla fine ha fatto una scelta di campo candidandosi alla guida di una coalizione civica? Da ex uomo di partito (all’epoca Forza Italia), ha deciso in questa tornata di puntare sul movimento civico, a cosa è dovuta questa scelta?

Come dicevo poco prima in tanti mi hanno chiesto di tornare, tra questi ho notato subito che c’era una certa trasversalità accomunata dall’esigenza di una mancanza di progettualità. Man mano che abbiamo iniziato a vederci con più regolarità ho notato che c’erano una certa componente di ex delusi da Forza Italia ed ex Alleanza Nazionale, ma era notevole anche la componente di sinistra e persino quella di centro, oltre a persone che non si riconoscevano negli attuali partiti. L’idea del gruppo eterogeneo ha fatto sì che nascesse l’idea di un progetto dove la spinta doveva essere dal basso e per questo non poteva avere il cappello di nessun partito, ma al contrario conoscere solo un’anima civica che mi onoro di rappresentare.

Qual è il primo ambito o il primo provvedimento su cui si concentrerebbe un’eventuale giunta targata Luigi Parisella?

In questi ultimi giorni di campagna elettorale sto incontrando tantissima gente e noto che c’è un’ampia area di disagio. Un disagio che passa dalla perdita di lavoro, da questioni di salute irrisolte o lasciate andare, spesso o quasi sempre a causa di seri problemi economici. Credo che l’attenzione della futura amministrazione debba passare da un’attenzione immediata alle Politiche sociali e alle fasce più in difficoltà che purtroppo sono molto esposte e per questo va affrontato in modo straordinario

Quali sono secondo lei i settori su cui concentrerebbe l’azione amministrativa e per quale motivo?

Sicuramente bisogna tornare a parlare di agricoltura, di Mof, di commercio, ma anche di artigianato. Bisogna tornare a capire come poter dare la spinta alle tante piccole e medie imprese presenti sul territorio. Dobbiamo provare a dare impulso al mondo del lavoro, facendo in modo di incentivare i giovani a trovare opportunità sul nostro territorio. Bisogna rispolverare il progetto della Marina di Fondi, perché immaginare un porto turistico sul litorale non è utopia, al contrario è un’opportunità al pari di come si deve continuare a pensare ad incentivare l’attività su tutto il territorio con particolar attenzione alla fascia costiera. C’è qualcuno che pensa che la soluzione per il turismo sia realizzare parcheggi quando ci sono varie aree vicine al mare che non hanno ancora i servizi essenziali.

È stato più volte critico nel corso di questi anni con l’Amministrazione De Meo, che pure si era presentata alle urne in continuità con la sua azione politica. In particolar modo su un punto ha spesso attaccato l’attuale maggioranza: lo sviluppo turistico e il progetto della Marina di Fondi, perché?

Sono stato critico perché come ha detto lei si sono presentati in continuità con la mia Amministrazione ma poi hanno tradito alcune promesse come proprio la Marina di Fondi che rimane un provvedimento archiviato dall’attuale maggioranza. Sulla Marina di Fondi è stato detto che si è arenato per questioni di carattere economico perché il Comune non poteva investire tutti questi soldi, vero, ma non è stato spiegato che noi avevamo ipotizzato che l’impegno del pubblico era solo sul piano urbanistico e che lo sviluppo andava previsto per comparti e di concerto con i privati. Ma non solo, è stato detto che il progetto è morto perché nel frattempo erano subentrati nei vincoli, ma non è stato spiegato che questi vincoli sono superabili con dei pareri. Gli stessi pareri con cui si sono risolti i problemi per risolvere i problemi per la realizzazione dei chioschi o per sistemare i campeggi. Ma sul progetto della Marina di Fondi è stato detto di tutto, anche in epoca molto recente. Qualcuno ha tuonato che avevamo previsto dei “grattacieli” sul litorale, cosa assolutamente non vera perché quel piano di sviluppo non spingeva neppure su una cementificazione come alcuni definirebbero “selvaggia”, di contro era un progetto che cercava di preservare l’ambiente e rilanciare il turismo sul territorio.

Ha più volte sottolineato anche nel corso di interviste e interventi pubblici che lei vorrebbe confrontarsi pubblicamente con il senatore Claudio Fazzone e non con il candidato sindaco della coalizione dell’Amministrazione uscente, perché?

In realtà non solo con Fazzone. Mi piacerebbe confrontarmi a viso aperto sia con il senatore Claudio Fazzone che con il sindaco Salvatore De Meo. Vorrei un interlocutore che abbia la padronanza degli aspetti amministrativi e persino di quelli più tecnici. Spesso, purtroppo, credo che il candidato sindaco Beniamino Maschietto sia a conoscenza solo superficialmente di questioni tecniche, come ad esempio del progetto della Marina di Fondi di cui parlavamo prima. Bene, io vorrei parlare in pubblico con qualcuno che sicuramente ne sa di più, perché io sono convinto di ciò che sostengo.

Mi dica un motivo secondo il quale gli elettori fondani dovrebbero scegliere lei e non uno dei suoi sfidanti il prossimo 20-21 settembre.

Un motivo su tutti: penso che a nessuno sfugga il degrado e l’abbandono in cui versa la città di Fondi. C’è bisogno immediato di un cambio di rotta, di una nuova classe dirigente che scacci via gli ultimi dieci anni di immobilismo politico, che sia in grado di creare amministratori capaci e di rilanciare un territorio che oggi, più di ieri, rischia di rimanere all’angolo. Votare ancora per coloro che hanno gestito la cosa pubblica, per l’ultimo decennio, vuol dire condannare Fondi alla marginalizzazione.

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