Parola d’ordine ‘continuità’: “Alle parole preferisco i fatti”, la sfida di Maschietto

L’attuale vice sindaco facente funzioni ha in suo supporto la coalizione più ampia composta da ben sei liste. Secondo molti è il candidato da battere

Parola d’ordine ‘continuità’: “Alle parole preferisco i fatti”, la sfida di Maschietto

Ormai manca un mese alla scadenza elettorale del prossimo 20-21 settembre 2020. Nelle scorse settimane abbiamo iniziato il focus sulle elezioni locali. Lo facciamo come da prassi con delle interviste ai candidati alla carica di primi cittadini di Fondi e che si fanno portavoce delle proprie liste o coalizioni per spiegare il perché della propria discesa in campo e le principali iniziative politiche e amministrative che intendono realizzare qualora vengano eletti.

Contattati tutti insieme, agli aspiranti sindaci sono state sottoposte un egual numero di domande, cercando di differenziare i quesiti anche in base alla connotazione politica o ai primi cavalli di battaglia fatti emergere in questa prima parte di campagna elettorale.

Il terzo candidato alla fascia tricolore ad aver risposto alle nostre domande è l’attuale vice sindaco facente funzioni Beniamino Maschietto, 69 anni, medico di base, laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in anestesiologia-rianimazione e terapia antalgica. Maschietto non è nuovo alla vita politica e amministrativa: in maggioranza dal 1994, ha ricoperto varie volte il ruolo di assessore e rappresenta l’attuale amministrazione di centrodestra. Attualmente, oltre che vice sindaco facente funzioni di sindaco è anche il responsabile dell’assessorato alla Cultura e Scuola, Turismo e Demanio.

Beniamino Maschietto

Cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco di Fondi?

L’amore e l’attaccamento che ho per la mia città. Quando ho preso la fascia di sindaco dall’europarlamentare Salvatore De Meo, avevo l’entusiasmo di amministrare il comune della mia città ed ero pronto a farlo nel migliore dei modi. La pandemia e tutti i problemi sociali, organizzativi, e sanitari sono stati difficili da gestire, ma posso dire che hanno contribuito maggiormente a far crescere il mio amore e il senso di tutela che ho per Fondi e per tutti i fondani. Quando la nostra città è stata dichiarata “zona rossa”, da medico e da primo cittadino, mi sono messo in prima linea perché volevo tutelare la nostra comunità da ogni pregiudizio, anche mediatico, affinché nessuno si sentisse solo e abbandonato. Posso dire oggi di aver ancora più stimoli e forza di andare avanti per Fondi.

Se le parlo dei primi cento giorni di amministrazione, qual è il primo provvedimento che pensa possa mettere in atto la sua giunta qualora venga eletto primo cittadino?

Il lavoro fatto nelle ultime due consiliature è stato tanto, volto in primis a ricercare il bene della nostra comunità. Bisogna necessariamente continuare il cammino intrapreso che ha visto la nostra città, negli ultimi dieci anni, rinnovarsi e prendere sempre più coscienza delle sue potenzialità storiche, culturali, sociali e artistiche. Sono consapevole delle tante difficoltà sopraggiunte rispetto al passato e di quelle che ci saranno in futuro che sicuramente andranno ad incidere sull’azione amministrativa, ma sono convinto che sapremo affrontarle al meglio. Ci sono tanti progetti su cui abbiamo lavorato in questi anni che cominceranno a prendere vita già dal prossimo settembre. 

Lei è assessore uscente alla Cultura e al Turismo, oltre che vice sindaco facente funzioni di sindaco. Pensa che questi due settori saranno al centro della sua azione amministrativa qualora diventerà primo cittadino? In che modo?

Certamente sì, la nostra città e piena di arte, storia e cultura e bisogna consolidare ulteriormente la sua identità a livello territoriale e nazionale. La cultura è un valore aggiunto per ogni comunità e la nostra, grazie alla sinergia con le tante associazioni cittadine, è cresciuta moltissimo da questo punto di vista. Insisteremo con l’attuazione di politiche di sviluppo turistico sia con interventi infrastrutturali, molti dei quali in corso di realizzazione e in programmazione, sia con una pianificazione urbanistica che sappia valorizzare al massimo il nostro meraviglioso territorio caratterizzato dalla presenza di colline, laghi, mare e centro storico che, nel loro insieme, devono rappresentare una rete non solo fisica, ma anche funzionale per una promozione integrata della città nella quale cittadini e turisti possano apprezzare le sue bellezze naturalistiche e storiche.

Quali sono altre politiche di sviluppo per il territorio che sicuramente saranno presenti nel suo programma elettorale?

Dal centro storico, alla periferia, al lago, a tutto il litorale ci sono una serie di progetti inerenti anche l’ambiente che andranno a potenziare e valorizzare Fondi. Alcuni sono già programmati per settembre. La riqualificazione della piazzetta di Largo Sant’Antonio, ad esempio. Per questo progetto abbiamo ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di 200 mila euro. Partiranno anche i lavori di sistemazione del basolato antico di Corso Appio Claudio. Stiamo già lavorando per un progetto di riqualificazione di piazza delle Benedettine e stiamo definendo con la Regione Lazio le modalità per fare in modo che il complesso immobiliare di proprietà del Comune nel quartiere “La Giudea” possa essere utilizzato sia come spazio espositivo e culturale sia come sito ricettivo da inserire nei circuiti internazionali delle Comunità ebraiche. Ritengo che sia fondamentale restituire il prestigio e il valore al nostro centro storico per renderlo ciò che è sempre stato: luogo di vita, cultura e commercio.

Sei liste in suo sostegno, ma tanta frammentazione a destra. Un centrodestra che non è mai stato così frammentato negli ultimi decenni a Fondi, tanto da amministrare ininterrottamente dal ’94 ad oggi. Come mai lei come candidato a sindaco non è riuscito a riunire le varie anime della sua parte politica?

Negli ultimi dieci anni il centro-destra è stato rappresentato dalla coalizione che ha sostenuto Salvatore De Meo, con Forza Italia e liste civiche. In consiglio non sono state presenti le altre forze politiche di centro-destra con le quali nei mesi scorsi, in previsione delle elezioni amministrative, i vertici regionali hanno intrapreso un confronto finalizzato a verificare le condizioni per andare uniti. Le vicende politiche sono note a tutti e, alla fine, si è trovata un’intesa solo con la Lega che ha condiviso e potenziato il nostro progetto politico. Quando si hanno gli stessi intenti è facile avere sostegno. Le liste che concorreranno con me sono motivo di orgoglio, ma anche di responsabilità. Tutte sono unite e coese nel portare in alto il nome di Fondi e dei fondani. Probabilmente chi ha scelto di non unirsi a noi è perché ha altri intenti.

Sei – compreso lei – i contendenti, molti l’accreditano come l’uomo da battere. È davvero così? Com’è avere il “peso” del favore dei pronostici?

Non mi interessano i pronostici. So che sarà una campagna elettorale avvincente e, spero, coscienziosa. Non sento il peso degli altri candidati perché ognuno di essi ha il suo bagaglio che è anche il suo biglietto da visita. Io sono consapevole di chi sono e di chi è la mia squadra, di ciò che abbiamo fatto e di quello che vogliamo continuare a fare concretamente per la nostra Fondi. Le chiacchiere, come le false promesse, le lascio ad altri.

Perché gli elettori Fondani dovrebbero votare lei e non uno dei suoi sfidanti?

Sono in politica da molti anni e sempre in prima linea, conosco tutte le problematiche di Fondi e del territorio e so cosa significa amministrare oggi rispetto a come era l’amministrare di qualche anno fa. È cambiato il mondo. Chi mi conosce personalmente sa che sono un medico stimato, un uomo rispettato che porta rispetto a tutti e sa ascoltare. Vicino, per indole, soprattutto ai più bisognosi. Alle tante parole preferisco i tanti fatti prediligendo la concretezza agli slogan “acchiappa applausi” ma inconcludenti. Ho sempre dimostrato il mio grande amore e attaccamento per Fondi e i fondani perché è stato e sarà sempre questo il motore che ha mosso e muoverà ogni mio operato.

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