“Noi rappresentiamo la speranza del cambiamento”, l’intervista a De Filippis

Il candidato alla fascia tricolore si presenta come l'unico dell'area progressista, in suo sostegno oltre la civica "Camminare Insieme", Pd e Psi-Iv

“Noi rappresentiamo la speranza del cambiamento”, l’intervista a De Filippis

In attesa della presentazione delle liste, termine che scade il prossimo sabato 22 agosto, per la tornata elettorale che chiamerà al voto i cittadini di Fondi per il rinnovo dell’Amministrazione locale il prossimo 20-21 settembre 2020 in concomitanza con il referendum sul taglio dei parlamentari, noi proseguiamo con le interviste ai candidati alla fascia tricolore.

Contattati tutti insieme, agli aspiranti sindaci sono state sottoposte un egual numero di domande, cercando di differenziare i quesiti anche in base alla connotazione politica o ai primi cavalli di battaglia fatti emergere in campagna elettorale.

Il secondo che abbiamo incontrato è Raniero De Filippis, candidato alla fascia tricolore con la civica “Camminare Insieme” e sostenuto da quelle del “Partito Democratico” e “Partito Socialista Italiano – Italia Viva”, rappresentando di fatto l’unico candidato di area di centrosinistra.

De Filippis ha 65 anni, sposato con due figli, è un dipendente pubblico dal 1978 avendo lavorato prima per il Comune di Fondi, poi per la XVI^ Comunità Montana del Lazio di Lenola, poi per la Regione Lazio come dirigente e oggi presso il Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi. Impegnato nell’associazionismo cattolico, soprattutto nel movimento scoutistico Agesci, politicamente è sempre stato vicino al centro sinistra, partecipando anche ad iniziative di carattere politico-culturale e sociale, ma non si è stato mai candidato. Ci tiene a precisare, anche per polemiche politiche innescate negli ultimi tempi che, ad oggi il suo certificato del casellario giudiziale riporta la dicitura: “Nulla”.

Raniero De Filippis

Da sempre nell’area di centrosinistra, per Raniero De Filippis è la prima vera discesa in campo, come mai la scelta di candidarsi a sindaco?

Sì, è la prima volta che scendo direttamente in campo, perché amo la nostra città, i cui cittadini non vivono da anni una situazione positiva dal punto di vista socio-economico-culturale, che si è acuita in questo anno. Sono in campo non per una scelta di potere, ma di servizio, per fare politica assieme, su basi di democrazia e di solidarietà. Sono stato invitato a candidarmi da un gruppo di giovani che hanno poi costituito l’Associazione “Camminare insieme” e dai partiti che mi sostengono, e allora mi sono chiesto se ancora potevo contribuire con spirito di servizio assieme ad altri ad elaborare e realizzare una visione organica di sviluppo della nostra comunità, mettendo a disposizione la mia esperienza tecnico-amministrativa maturata negli anni di attività nel pubblico impiego e la passione per il territorio.

Se dovesse diventare primo cittadino di Fondi, quali sono i primi provvedimenti che metterebbe in agenda?

Non si può non partire dalle contrade. Immaginiamo la formazione di Consulte di zona, per arrivare alla realizzazione delle Circoscrizioni ripristinandone l’istituzione nello Statuto Comunale, così da rimettere al centro delle decisioni il confronto tra persone e istituzioni; l’adeguamento dell’impianto fognario di alcune zone periferiche; il ripensamento delle tratte del Trasporto Pubblico Locale Piazzoli in modo da collegare, quantomeno con due corse al giorno, tutte le contrade comunali. In ambito sanitario è necessario costituire e consolidare un Presidio Centro Fondi-Terracina, senza rinunciare all’ambizione, dati anche i fondi del Mes, ad avere una nuova struttura ospedaliera, più efficiente e moderna. Nel commercio si potrebbe dimezzare la tassa per l’insegna delle attività commerciali. A livello di infrastrutture, invece, miriamo ad una riqualificazione dello scalo ferroviario e l’avvio della progettazione di una pista ciclabile che colleghi Fondi al mare.

I suoi studi, nonché la sua professione spesso l’hanno portata ad interessarsi di questioni legate all’ambiente. Nello specifico, quale ruolo avrebbe l’assessorato all’ambiente o le politiche ambientali nella sua ipotetica amministrazione? Spesso si parla di piste ciclabili e parchi verdi in campagna elettorale ma senza vederne mai la realizzazione? O ha altre idee a riguardo? 

La nostra coalizione sta lavorando per arrivare a governare la città, cosciente di avere la responsabilità di operare in un ambiente che comprende ecosistemi di assoluto valore. In questo contesto, l’Assessorato all’Ambiente avrà un ruolo chiave nell’Amministrazione: la tutela dell’aria, dell’acqua e del suolo, la partecipazione alla programmazione svolta dai Parchi Regionali e dal Consorzio di Bonifica, la conservazione della biodiversità e del patrimonio silvo-pastorale collegato alla emergenza degli incendi boschivi, la mobilità sostenibile. Proprio su questo punto faccio notare che, sia il Senatore Claudio Fazzone che il sempiterno Assessore ai Lavori Pubblici Onorato Di Manno, pochi giorni fa hanno rilanciato pubblicamente l’antica idea della realizzazione di una pista ciclabile, già annunciata nei programmi elettorali del 2010 e del 2015. Anche in questo caso il Senatore non ha vigilato bene – ammesso che gli competa istituzionalmente vigilare sul Comune – perché è evidente che non è a conoscenza, assieme all’Assessore Di Manno, che giace nei disordinati archivi comunali un progetto definitivo di una rete di piste ciclabili, per un importo complessivo di 27 milioni di euro, da realizzare in trance e che comprende i comuni di Fondi, Monte San Biagio e Sperlonga, con la cooperazione dell’Amministrazione Provinciale di Latina, del Parco regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi e del Consorzio di Bonifica. È tempo di lasciare spazio ad un’idea di città che promuova la “cultura del movimento”: bici, parchi, aree fitness, sentieristica, ztl nel centro storico, infrastrutture per il trasporto elettrico.

A proposito di programma elettorale, quali sono le linee guida del suo programma e perché?

La finalità della nostra azione politica e del nostro programma è quella di creare una discontinuità ad una situazione politico amministrativa stagnante, autoreferenziale, avulsa da dinamiche politico-amministrative sovracomunali e regionali, con riferimento in modo particolare alla rete della viabilità e trasporti, dei servizi socio-sanitari, delle attività produttive agricole, artigianali, industriali, commerciali, turistico-culturali che potrebbero essere il volano di sviluppo del territorio, stante la cospicua presenza di risorse ambientali, naturalistiche, storico-architettoniche ed archeologiche e la disponibilità di risorse intellettuali fatta anche di tanti giovani laureati in molteplici discipline che sono costretti a cercare lavoro altrove per l’incapacità degli amministratori di elaborare strategie di sviluppo che permettano di realizzare filiere produttive nei diversi settori.

Ha lanciato la sua campagna elettorale – e quella della sua lista civica – attraverso un insieme di eventi che mescolano arte, cultura, dibattito e politica dal titolo “RiGenerAzioni”. Pensa che questo può essere un nuovo modello di spinta dal basso per il settore culturale, anche in un’ipotetica amministrazione futura o è qualcosa solo di legato alla campagna elettorale?

Lo spirito che muove Camminare Insieme va oltre l’appuntamento elettorale e una delle idee che lo rappresenta a pieno è quella della proposta di un Distretto Creativo nel nostro Centro Storico in cui fare rete con le realtà dello spettacolo, della musica, delle arti visive, del multimedia, della tecnologia. Un’opportunità per il rilancio dell’economia e dell’occupazione nei settori del turismo, della cultura e del commercio, in particolare mediante la promozione dell’imprenditorialità giovanile.

Lei guida una coalizione progressista con dei partiti al proprio interno anche se lei è espressione di una lista civica. Di fronte alla frammentazione del centrodestra il centrosinistra appare compatto? Una compattezza che è sinonimo di forza o di debolezza?

Le anime di una certa area politica hanno trovato la sintesi nella coalizione di centrosinistra: Camminare Insieme, Pd, Psi-Iv. L’unità è alla base di qualsiasi progetto serio e questa è una grande occasione per noi.

Mi dica un motivo secondo il quale gli elettori fondani dovrebbero scegliere lei e non uno dei suoi sfidanti il prossimo 20-21 settembre.

A livello personale perché ho sempre avuto passione per il nostro territorio che ritengo di conoscere bene nei suoi diversi aspetti ambientali, culturali e socio-economici, che nello svolgimento del mio lavoro di Dirigente Pubblico ho contribuito, nel contesto delle proprie competenze tecnico-amministrative, a tutelare e valorizzare. Ritengo, inoltre, che rispetto ad altri posso mettere a disposizione con spirito di servizio le competenze acquisite quale dirigente apicale di strutture amministrative complesse della Regione Lazio, svolte sempre con grande senso istituzionale riconosciuto dai governi regionali anche di segno politico diverso. La coalizione, animata da un autentico spirito di servizio verso la comunità, intende mettere a disposizione di questa le competenze e l’entusiasmo di tante ragazze e ragazzi, ma anche di persone di comprovata esperienza politico-amministrativa. Dopo 26 anni di governo di centro-destra della città c’è un malcontento – a volte celato – tra i cittadini, noi rappresentiamo la speranza del cambiamento, sta ai cittadini di Fondi tirare fuori il coraggio di coglierla.

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