Appalto per la gestione del verde, l’opposizione avanza mille dubbi

Appalto per la gestione del verde, l’opposizione avanza mille dubbi

Cori è letteralmente invasa dalle erbacce. Fatta eccezione per la recente sommaria pulizia di qualche parco, in qualsiasi angolo verde del paese e ai bordi delle stesse strade è una giungla. Le erbacce hanno invaso anche i vicoli del centro storico. Una pessima immagine. Il degrado è notevole e gli stessi rischi per la salute pubblica pure. Eppure il Comune paga regolarmente per il servizio di cura del verde. Con affidamenti, gare e proroghe che non convincono l’opposizione consiliare. I consiglieri del gruppo “L’altra Città”, Angelo Sorcecchi, Germana Silvi, Quintilio Carpineti e Francesco Ducci, hanno così presentato un’interrogazione al sindaco Mauro De Lillis e all’assessore al bilancio Simonetta Imperia, indirizzando il documento anche alla Corte dei Conti e all’Anac e, per conoscenza, al prefetto di Latina, Maria Rosa Trio.

La minoranza specifica che l’ing. Cerbara, con determina del 3 agosto 2018, ha affidato senza gara alla coop sociale Arl Onlus il servizio relativo al taglio dell’erba, alla pulizia e alle attività accessorie in tutti i parchi, aree interne degli immobili comunali, giardini e vie comunali, per l’importo complessivo lordo di 30.195 euro. Successivamente l’appalto è andato sempre alla Arl Onlus di San Felice Circeo, per un importo contrattuale di 137.070 euro e lordo di 170.067,24 euro. Cooperativa che lo scorso anno ha ottenuto una nuova proroga. E così quest’anno, fino a che la gara è stata assegnata, con un ribasso del 18,65%, alla Agriverde srl di Salerno, per 53.216,80 euro oltre IVA.

I consiglieri d’opposizione, ricostruendo tutte le procedure seguite per affidamenti e proroghe, sostengono che vi sarebbe stata “caparbietà” da parte dell’ing. Cerbara “nel re-invitare la ditta SF Circeo Società Cooperativa Sociale ARL Onlus dopo ben due affidamenti diretti e dopo l’aggiudicazione della Gara precedente”. “E’ tra l’altro facilmente riscontrabile – specificano – l’anomalia del re-invito alla ditta uscente come sancito dall’art. 36, comma 2, lett. b), del Codice degli Appalti “la stazione appaltante è tenuta al rispetto del principio di rotazione degli inviti, al fine di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei e di evitare il consolidarsi di rapporti esclusivi con alcune imprese. Pertanto, l’invito all’affidatario uscente ha carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento”. “Tale anomalia – proseguono – è ancora più marcata non essendoci nemmeno una “adeguata motivazione” posta a presupposto di un numero adeguati di operatori presenti sul mercato. Il numero di 12 non è affatto un “numero ridotto”.

Ancora: “Se si effettua il confronto con la gara precedente Ottobre 2018-Settembre 2019 (12 mesi) ci si accorge che a fronte dell’importo di 137.151 euro si è avuta una spesa media da parte dell’Amministrazione di Cori (grazie al ridicolo ribasso dello 0,1%) di 11.400 euro/mese mentre, in questa altra gara Aprile 2020-Dicembre 2020 (9 mesi) si riscontra che grazie al ribasso del 18,65% (e dell’importo medio mensile più basso del precedente avviso) a fronte dell’importo contrattuale di 53.216,80 euro si avrà avuto una spesa media da parte dell’Amministrazione di Cori di 5.917,97 €/mese e praticamente di circa la metà”.

L’opposizione chiede dunque al sindaco e all’assessore “se condividono il comportamento del Responsabile del Servizio oppure se sia frutto di un loro specifico indirizzo politico quello di intraprendere due Gare per lo stesso Servizio partendo da un costo orario della mano d’opera e delle attrezzature completamente diverso e che, a distanza di due anni, il costo mensile di questa ultimo, risulti decisamente inferiore, di circa la metà. Ricordando il tutto che trattasi di soldi pubblici dei cittadini-contribuenti e quindi il monitoraggio della spesa meriterebbe un’attenzione particolare dall’organismo politico al quale l’elettore-contribuente ha assegnato il mandato amministrativo senza delegare ai Responsabili dei Servizi l’attuazione di esso. Nella sostanza, si chiede che venga esplicitata a noi e quindi ai cittadini, la motivazione che abbia giustificato questo comportamento almeno “singolare” di un importante settore dell’Amministrazione. Qualora quanto richiesto non avvenga nelle forme richieste, valuteremo di rivolgerci agli enti di controllo della spesa pubblica in maniera più dettagliata e circostanziata in difesa dei Cittadini di Cori e Giulianello”.

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