Avvocato sequestrato per estorsione, 4 arresti. Attivata l’Antimafia

Avvocato sequestrato per estorsione, 4 arresti. Attivata l’Antimafia

Nella mattinata di oggi i carabinieri del Comando provinciale di Latina, supportati dai colleghi delle compagnie di Castel Gandolfo e Tivoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia nei confronti di quattro persone:  il 44enne di Sabaudia Ernesto Pantusa, il 63enne romano Salvatore Carleo, il 62enne di Tivoli Fabrizio Fava e la 51enne Debora Fiorucci, di Sermoneta. Un quartetto ritenuto responsabile, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso, aggravato dal metodo mafioso, rapina aggravata e lesione personale aggravata. Vittima un avvocato campano appartenente al foro di Santa Maria Capua Vetere, al centro di un episodio denunciato nel pomeriggio del 25 giugno presso il Comando dei carabinieri di Latina. 

Il legale, che presentava segni di percosse sul volto e sul corpo, riferì che, nel corso della mattinata, Pantusa, già suo cliente, con la scusa di richiedere la disponibilità ad assistere un suo amico gli aveva dato appuntamento nei presso degli uffici della Procura pontina. “Il professionista veniva successivamente condotto all’interno di un fabbricato abbandonato fuori dal centro abitato, ove veniva colpito al volto, minacciato con un manganello, rapinato di 2300 euro, di effetti personali e dell’autovettura”, spiegano dall’Arma. “Successivamente sopraggiungevano anche gli altri correi i quali, tenendo segregato il legale per cinque ore ed adducendo come motivazione l’inadeguata difesa nel corso di processi penali e civili, lo costringevano a sottoscrivere, quale prezzo della sua liberazione, cambiali e scrittura private per 110mila euro, paventando anche l’intervento di un’esponente della criminalità organizzata di Caserta”.

La contestuale indagine, denominata ‘Stelvio’ e avviata nell’immediatezza dai carabinieri della Stazione di Latina, ha consentito in una prima fase di individuare in breve tempo il luogo della segregazione e di rinvenire la macchina sottratta al legale, per poi passare nelle mani del Nucleo investigativo e della Compagnia, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Roma e della Procura di Latina. 

“Le investigazioni consentivano di riscontrare la dinamica degli eventi denunciati dal professionista, raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari della misura cautelare, e di recuperare e sequestrare le cambiali estorte al legale prima che venissero riscosse”, spiegano ancora dall’Arma. Gli arrestati sono stati associati alle case circondariali di Latina e Rebibbia. 

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