Pozzi ed acqua “abusiva”: gli esiti dell’incontro in Regione

Pozzi ed acqua “abusiva”: gli esiti dell’incontro in Regione

Attraverso una nota stampa il sindaco di Itri, Antonio Fargiorgio, aggiorna la cittadinanza sugli esiti dell’ultimo incontro relativo allo spinoso caso dell’acqua venduta dai pozzi privati insistenti sul territorio comunale.

“Lo scorso giovedì 16 gennaio, si è tenuta in Regione un’ulteriore riunione con riferimento alla vicenda relativa alla derivazione dell’acqua dai pozzi privati. Oltre ai vertici tecnici regionali, hanno preso parte all’incontro un responsabile tecnico della Provincia, rappresentanti di Acqualatina Spa, mentre è risultata assente l’ATO 4 che, tuttavia, come comunicato dai funzionari regionali, condivide il percorso istituzionale che si sta portando avanti”, dice il primo cittadino.

“È stata ribadita la necessità ed obbligatorietà, secondo quanto anche previsto dalle disposizioni del Testo Unico in materia ambientale (D. Lgs 152/2006), che la vicenda si risolva sulla base di una soluzione pubblica, con il subentro del gestore idrico (Acqualatina) affinché la questione sia definita nel rispetto delle prescrizioni di legge.

Al fine di dare impulso al procedimento, abbiamo tutti convenuto sulla necessità di far analizzare, attraverso appositi saggi, l’acqua erogata dai singoli pozzi in quanto dalla eventuale potabilità della risorsa deriverebbero conseguenze specifiche sotto il profilo normativo.

Ferma pertanto l’efficacia dell’ordinanza da me emessa il 08/02/2019 (con tutte le conseguenze per i suoi destinatari che, ripeto, non possono unilateralmente procedere al distacco o alla dismissione del servizio), al momento appare assolutamente necessario acquisire il dato sulla qualità dell’acqua emunta dai singoli pozzi. Sulla scorta delle intese raggiunte in Regione, ho pertanto emesso ulteriore e specifica ordinanza al fine di autorizzare e consentire l’accesso ai tecnici di Acqualatina e della ASL presso le prese d’acqua interessate dal primo provvedimento, permettendo di effettuare i saggi.

Si tratta di un passaggio procedurale di estrema importanza, in vista della fattibilità della soluzione prospettata in Regione. Un passaggio che appare necessario anche in funzione di quello che dovrà essere il regime da rispettare nelle more del perfezionamento delle procedure pubbliche; nella sede istituzionale, infatti, ho ribadito fortemente l’esigenza e la necessità di tutelare gli utenti finali che non debbono subire disservizi di alcuna natura. La decisione assunta in Regione apporta alla questione un dato nuovo, e di rilevante importanza, che non è più possibile disattendere, alla luce delle norme disciplinanti la materia.

Ritengo perciò essere stato fondamentale l’incontro dello scorso 16 gennaio ed invito a soprassedere da iniziative che, anche alla luce di quelli che potrebbero essere gli sviluppi della vicenda, rischiano di rivelarsi del tutto inutili in quanto non rispondenti ai dettami normativi”.

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