Fondi, attesa per le elezioni in Emilia Romagna: poi i nomi dei candidati sindaco

Fondi, attesa per le elezioni in Emilia Romagna: poi i nomi dei candidati sindaco

In un mondo sempre più globalizzato ne risente persino la politica locale. Così capita che un’elezione regionale – tra l’altro di un territorio non limitrofo a quello pontino – come quella dell’Emilia Romagna potrebbe segnare un punto di svolta per la campagna elettorale delle comunali a Fondi che fatica a decollare.

Lo scorso luglio, l’ex sindaco Luigi Parisella ha rotto gli indugi lanciando la sua “Riscossa” all’Amministrazione. Sembrava il primo passo verso una delle più lunghe campagne elettorali di sempre. L’idea diffusa era che la maggioranza di centrodestra a guida Forza Italia fosse talmente pronta a tirar fuori il proprio nome indicato per la successione a Salvatore De Meo che di lì a qualche settimana tutti gli sfidanti avrebbero accettare i tempi, anticipando la corsa alle elezioni della primavera 2020.

Ma così non è stato. Tra tantissime voci – e pochissime smentite – siamo arrivati a fine gennaio, a dire il vero ancora ben lontani dalle consuete date delle elezioni amministrative, che negli ultimi anni si tengono tra fine maggio e inizio giugno, ma dove sembrerebbe annidarsi una data delicata per rompere definitivamente gli indugi: quella delle elezioni regionali in Emilia Romagna dove si vota questa domenica.

Le motivazioni sembrano abbastanza semplici: le elezioni in Emilia Romagna sono state trasformate – erroneamente, poiché non si fa comparazione tra elezioni di rango e territorialità diversa – in consultazioni nazionali. Così succede che il centrodestra testa l’unitarietà di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Coalizione che ancora non si capisce se riuscirà a replicarsi a Fondi, dove, malgrado i presunti “inviti” alla coesione dal provinciale, Lega e Fratelli d’Italia non sembrerebbero così propensi a trovare l’intesa con Forza Italia e le civiche alleate degli azzurri, soprattutto per via di questa mancata condivisione sul nome del candidato a sindaco che, da ambienti vicini l’amministrazione, continuano ad indicare come: indipendente, autonomo e autorevole. La realtà è che pare non ci sia ancora l’ufficialità del nome neppure all’interno della maggioranza dove prevarrebbero ancora due correnti di pensiero: quella della continuità politico-amministrativa nella rosa del partito di Berlusconi e chi vorrebbe un nome terzo e indipendente.

Ma la situazione dell’Emilia Romagna potrebbe far sbloccare anche le situazioni dei due principali partiti di Governo: il Partito Democratico, sembrerebbe ad un passo dal decidere chi sia lo sfidante. Una riunione di questa settimana dei dirigenti del soggetto politico del segretario Zingaretti avrebbe accelerato drasticamente i tempi per la scelta del nome. Al momento c’è riserbo su una presunta terna sulla quale lo stesso direttivo sarà chiamato a decidere, forse già a inizio della prossima settimana. Anche qui, si potrebbe pescare fuori dai nomi più “politici” storicamente al vertice del partito, previo “ok” dal provinciale.

Contrariamente alle voci rincorse negli scorsi mesi, anche i Cinque Stelle si starebbero organizzando, cercando di tirare su una lista in grado di concorrere alle elezioni e trovare spazio in consiglio comunale. Probabilmente, anche non si è parlato di nomi per la figura del candidato a sindaco, sicuramente i pentastellati non staranno a guardare, come invece era stato ipotizzato nei mesi scorsi.

E poi non è escluso che si aggiungano altri. Tradizionalmente l’espressione civica trasversale ha sempre caratterizzato le ultime tornate, e, nei mesi scorsi qualcosa sembrava essersi mosso in tal senso. Ma anche in questo caso, non è escluso che si attendi cosa accade negli altri schieramenti. Pronti ad una possibile competizione – probabilmente in solitaria – anche il partito della destra radicale Forza Nuova.

Insomma, a furia di dire “forse ci siamo” o “la campagna elettorale sta per iniziare”, questa volta sembra davvero basti solo una scintilla ad innescare la partenza della macchina politica. Chissà, se come ipotizzato da molti, il responso delle urne in Emilia Romagna, possa rappresentare l’innesco di questo meccanismo.

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