Terracina, parlano i fuoriusciti dal Pd: “Scelte miopi dal provinciale”

Sono un'accusa politica a tutto tondo ai vertici del partito le motivazioni dell'addio di Di Tommaso e compagni

Terracina, parlano i fuoriusciti dal Pd: “Scelte miopi dal provinciale”

L’abbandono del Pd dell’ex candidato a sindaco di Terracina Alessandro Di Tommaso e altri esponenti Dem locali, aveva suscitato fin da subito la richiesta di chiarimenti. Tra i tanti commenti al post Facebook con cui era stato dato l’annuncio dell’addio al partito di centrosinistra, c’era proprio la richiesta di capire il perché di tale scelta.

Tempo qualche giorno e proprio dal profilo Facebook di Di Tommaso arriva la risposta, con lo stesso stile del primo annuncio: una foto e una nota. I firmatari del documento non sono più cinque bensì sei. A Di Tommaso, Giuseppe D’Andrea, Elio Zappone, Giorgio Caprio e Giancarlo Golfieri si aggiunge il nome e il volto di Veronica Grossi.

“Usciamo dal Pd perché”. È questo il titolo del post in cui gli ex democrat spiegano “per noi la vera coerenza non è rimanere a tutti i costi in un partito che non ci rappresenta più”. Parole che si fanno ancora più pesanti successivamente quando accusano la dirigenza provinciale: “Nonostante il nostro impegno di questi anni, però, non siamo riusciti ad evitare che reiterate scelte miopi dei nostri dirigenti provinciali trasformassero, pian piano, il partito provinciale in uno strumento di potere completamente distante dalla realtà, incapace di comprendere e risolvere i problemi del nostro territorio, incapace di immaginare e realizzare un’idea di società più vicina alle persone che, nella nostra Provincia, vivono condizioni di maggiore difficoltà”.

Ma non solo, perché se da una parte Di Tommaso e compagni fanno chiarezza, spiegando che le gocce che hanno fatto traboccare il vaso, sono da cercarsi nella scelta di non appoggiare Damiano Coletta e il conseguente accordo con Forza Italia alle elezioni provinciali e l’elezione di Claudio Moscardelli a segretario del Pd di Latina, dall’altra parte ci sono le scuse pubbliche agli elettori.

“A noi, che da sempre ci abbiamo messo la faccia – spiegano – non resta che il compito di chiedere scusa ai cittadini per le bugie, i ritardi e tutto ciò che è rimasto di incompiuto nel nostro territorio”. Un addio al Pd, però, che comunque ribadiscono non è un addio alla politica terracinese e all’amministrazione cittadina, precisando che lavoreranno “ad un nuovo progetto civico con il quale poter perseguire il sogno di una Terracina più bella.”

A PAGINA 2 L’INTERVENTO COMPLETO

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