Vigorelli torna a criticare il Parco del Circeo: “Un referendum per Zannone”

Vigorelli torna a criticare il Parco del Circeo: “Un referendum per Zannone”

Un referendum popolare per decidere il destino di Zannone. A lanciare la proposta è l’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, criticando le ultime iniziative del Parco Nazionale del Circeo sull’isola.

Dopo aver letto l’atto di indirizzo con cui l’Ente che gestisce l’area protetta ha deciso su quali progetti concentrarsi nei prossimi anni e in cui sono state respinte le accuse che per quanto riguarda Zannone aveva mosso all’ente proprio l’ex primo cittadino, Vigorelli sostiene che sull’isola “siamo all’ennesima presa in giro”.

“La delibera afferma – specifica l’ex sindaco – che c’è stata una violenta e strumentale polemica in relazione alla gestione dell’isola di Zannone. Questo vuol dire, e lo sottoscrive anche Gelsomina Califano, che sono tutte balle, che sono invenzioni e fake news le denunce alla magistratura del 2016 sullo schifo a Zannone (discariche a cielo aperto, la Villa Comunale ridotta a macerie) e sullo schifo nella foresta demaniale della terraferma (rifiuti abbandonati in ogni dove). Vuol dire anche che è sbagliata e strumentale la decisione unanime del consiglio comunale di Ponza, che ha revocato la delibera del 1979 di adesione al Parco, che ha chiesto l’uscita di Zannone dal Parco per restituire l’isola al Comune di Ponza, che ha deciso di denunciare il Parco per danno erariale per la distruzione della Villa Comunale. Il Direttivo del Parco , con il voto anche di Gelsomina Califano, vorrebbe quindi passare la spugna sulle sue responsabilità. Come se il Parco, da 39 anni ad oggi, sia stato bello e bravo nella gestione di Zannone”.

Ancora: “Il Parco vuole autoassolversi. Esente da responsabilità sul degrado? E con quanta distaccata arroganza si definisce come “cosiddetta” la Villa Comunale. Quella Villa è stata costruita, anno dopo anno, dal Comune di Ponza nel secolo scorso. Era un gioiello di 14 stanze. Era manutenuta dai guardiani ponzesi che l’abitavano, che coltivavano la terra, che assicuravano le riserve d’acqua, che pulivano i sentieri, che accoglievano i visitatori con rispetto e cortesia. Al contrario, da quando Zannone è stata inglobata nel Parco, con una decisione scellerata dell’allora e attuale sindaco Franco Ferraiuolo che nel 1980 ha firmato la prima Convenzione, la Villa è stata gestita dal Parco, che l’ha lasciata andare in rovina, anno dopo anno. Gli operatori turistici di Ponza, gli studenti di Ponza, i ponzesi tutti e i turisti che talvolta vanno in gita a Zannone, conoscono bene lo schifo che oggi si presenta ai loro occhi. Nessuna “operazione trasparenza” del Parco potrà stendere un velo pietoso sul degrado in cui versa Zannone per responsabilità del Parco”.

Infine: “Ma oltre alla provocazione, c’è la presa in giro continua, la stessa che il Parco ripete stancamente da quasi 40 anni. Il documento approvato dal Parco, infatti, ancora una volta prevede uno stanziamento di 50.000 euro (nel triennio) per la messa in sicurezza dell’area PAI. Orbene, poiché il PAI è esteso su tutto il territorio dell’isola, quei soldi non bastano neppure per fare una progettazione con tutti i crismi, dalla perizia geologica al progetto esecutivo. Il Parco, si sa, non ha neppure in organico figure professionali con i requisiti richiesti per redigere un progetto: ha un bravo geometra, ma nessun ingegnere e nessun geologo. Figuriamoci poi se quei soldi bastano per le opere di messa in sicurezza! Altri 50.000 euro sono poi previsti (nel triennio) per creare un ormeggio sicuro all’approdo in località Varo. E’ sempre la solita tiritera, ripetuta negli anni e mai realizzata. Anche in questo caso, con quei soldi ci fai la birra. Infine, 20.000 euro sono previsti per una nuova cartellonistica a Zannone e 10.000 euro per la provocatoria “operazione trasparenza”.

Il definitiva, nel triennio a venire sarebbero previsti 130.000 euro destinati a Zannone. E qui vale la pena di ricordare che le proposte di spesa nel triennio per tutta l’area del Parco ammontano a 1.635.000 euro. Quindi, per Zannone, il Parco destina solo le briciole. E l’assessora Gelsomina Califano le ha raccolte con evidente gioia. Siamo stufi e orripilati – conclude – dal degrado nel quale il Parco ha ridotto Zannone e i beni mobili e immobili di proprietà dei Comune. Siamo avviliti e sconcertati dal fatto che il sindaco Ferraiuolo, dopo aver votato a favore dell’uscita del Parco il 13 marzo 2017, abbia fatto voltafaccia e sia ritornato ai “vecchi amori” con il Parco. Siamo basiti per il comportamento dell’assessora Gelsomina Califano, che ha votato la delibera obbrobriosa del Parco. Di conseguenza, visto quest’ andazzo vergognoso, proporremo un referendum popolare per il ritorno di Zannone nella sua casa, quella del Comune di Ponza”.

Comments are closed.

h24Social