Avvistata una Vedova Nera sul litorale di Sabaudia

Il nome scientifico è 'Latrodectus tredicimguttatus Rossi': appartiene alla fauna mediterranea ed è uno degli animali velenosi più pericolosi presenti in Italia

Avvistata una Vedova Nera sul litorale di Sabaudia

E’ sabato, un tranquillo pomeriggio in bici per Fabrizio, un quarantenne che si trovava vicino la spiaggia di Sabaudia, lungo la strada interrotta della Bufalara. D’improvviso, in un tratto di strada sterrata vede un animale, forse un insetto, pensa inizialmente. Non è molto grande, pochi centimetri, ma sembra vestito di una livrea nera chiazzata da piccole gocce di un rosso acceso. E’ un tipico segnale in natura che gli animali lasciano ad eventuali predatori. Un segnale che vuol dire una cosa sola in genere: ‘Attenzione, sono velenoso’.

Alcuni animali simulano questa proprietà con un colorito sgargiante, ma non questo ragno che si muove veloce intorno alle ruote della sua bicicletta: è una Vedova Nera. “Si tratta quasi certamente di una ‘Malmignatta’, il nome scientifico è Latrodectus tredicimguttatus Rossi” ci spiega il biologo Giorgio Muscetta. “Per quanto possa sembrare bizzarra ed esotica non è un animale alieno al nostro habitat. Appartiene alla fauna mediterranea, è certamente uno degli animali velenosi più pericolosi presenti in Italia. Il suo attacco è tossico e può anche in rari casi arrivare ad essere mortale. In ogni caso, se si viene punti si possono solo fare impacchi di ghiaccio sul posto per il dolore e andare all’ospedale più vicino per avere l’antidoto, che è l’unico presidio verso contro il veleno di questi animali”.

Normalmente la Vedova Nera è una ‘tipa’ tranquilla, se ne sta nella sua tana e raramente esce di giorno. Ma punge se si sente aggredita, se per sbaglio calpestate la sua tana o distruggete la sua rete. In quel caso mostra davvero il suo brutto carattere (basti pensare che spesso il maschio che non è velenoso nel cercare di approcciarla rischia la pelle e viene ucciso dopo l’accoppiamento), quindi è meglio non avvicinarla.

Il nostro Fabrizio non era del tutto consapevole di rischiare la propria salute nel farlo ed ha scattato una foto. Una foto importante, perché aiuta a confermare la presenza di questa specie sulle nostre coste.

“E’ un ritrovamento importante – ha detto ancora il biologo Muscetta – e bene ha fatto il signore a segnalarla. Ma, per quanta paura possano fare, ora non può scattare la fobia del ragno. Di certo ci vuole attenzione nel caso lo si incontri e la certezza di avere antidoti per il morso di questi ragni disponibili nei nostri ospedali”. Niente panico, quindi, secondo il biologo. Incontrare questa Vedova Nera è raro ma non impossibile. Però su una cosa pare si possa essere certi: là dove si trova uno di questi esemplari ce ne sono altri. Per cui avere un occhio di riguardo in più, specialmente nel mezzo della vegetazione vicino alle spiagge, è ancora più importante.

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