Un ufficio per i provvedimenti disciplinari, dipendenti comunali “sotto controllo”

Un ufficio per i provvedimenti disciplinari, dipendenti comunali “sotto controllo”

Dipendenti comunali poco “disciplinati”? Arriva un ufficio apposito per esaminare le singole posizioni. E’ quanto stabilito nei giorni scorsi con una delibera di giunta con cui è stato approvato il regolamento per lo svolgimento dei provvedimenti disciplinari con nomina dei componenti dell’ ufficio procedimenti disciplinari (Upd). Di cosa si tratta? ”
L’amministrazione comunale – si legge nella premessa –  intende disciplinare con un proprio codice, le modalità organizzative per individuare e sanzionare le condotte dei dipendenti poste in essere in violazione degli obblighi legislativi, regolamentari e di CCNL, in stretta applicazione della legge e dei CCNL in materia , anche attraverso l’istituzione dell’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari – Upd”. E poi ancora viene specificato che “nel riparto di competenze tra organi comunali, spetta ai Responsabili dei Settori contestare ai dipendenti assegnati ai servizi da essi diretti, le infrazioni meno gravi che comportano il solo rimprovero verbale, e all’Upd istituito in forma collegiale, le sanzioni più gravi rispetto a quelle sanzionate con il rimprovero verbale”.

LA COMPOSIZION DELL’UPD Sulla scorta di questo la giunta Gervasi ha quindi istituito ufficio procedimenti disciplinari in forma collegiale nominando come responsabili dell’Upd il  Segretario generale titolare, la dott.ssa Sara Macera; 3 e il dott. Piero Rossi La delibera di giunta è stata trasmessa anche alle organizzazioni sindacali a cui ora, presumibilmente, spetteranno una serie di valutazioni rispetto ad un atto finalizzato a rendere più efficiente la macchina amministrativa ma che comunque potrebbe prestarsi anche ad una serie di altre “interpretazioni”. La delibera di giunta approvata contiene quindi anche il codice disciplinare che avrebbe la “la finalità, oltrechè di ripristinare la legalità all’interno degli uffici , all’accertamento di condotte omissive o commissive adottate in violazione di leggi , regolamenti e/o CCNL rilevanti ai fini disciplinari , di prevenire primariamente il verificarsi di comportamenti pregiudizievoli per gli uffici dell’Amministrazione e per la collettività rappresentata dagli organi di governo e dagli organi tecnico -amministrativi”.

SI RISCHIA ANCHE IL LICENZIAMENTO sindacati e le Rsu interne dovranno valutare, tanto per cominciare cosa è previsto in questo codice partendo dalle iniziative che l’ufficio procedimenti disciplinari potrà prendere (rimprovero scritto o censura; multa con importo non superiore a 4 ore di retribuzione; sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di n. 10 giorni; sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi; licenziamento con preavviso). Costantemente viene indicata la normativa di riferimento.  Elencati anche tempi e modalità con cui verranno esaminate le singole posizioni e come al contrario i dipendenti potranno agire per contestare eventuali procedimenti e fornire una propria versione dei fatti nel caso siano soggetti a provvedimenti. Il che potrebbe presuppore ovviamente anche contenziosi veri e propri con il Comune. Nel regolamento sono indicate anche le tipologie di infrazione ed in alcuni casi i reati veri e propri che possono portare ai vari provvedimenti, ad esempio un certificato medico falso potrebbe essere causa di licenziamento.

 

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