Omicidio Del Prete, ergastoli cancellati: due condanne a 24 anni e un’assoluzione

Omicidio Del Prete, ergastoli cancellati: due condanne a 24 anni e un’assoluzione

L’avvocato Lauretti

Ergastoli cancellati. Il processo d’appello per l’omicidio dell’imprenditore ittico terracinese Vincenzo Del Prete si è concluso con un’assoluzione e due condanne a 24 anni di reclusione. Le pene sono state ridotte al presunto mandante del delitto e al presunto intermediario, Marino Cerasoli e Roberto Bandiziol, e l’assoluzione è scattata per il presunto secondo intermediario, Cataldo Patruno, detto “Blindo”, l’unico per il quale il procuratore generale aveva chiesto di sostituire la condanna all’ergastolo emessa in primo grado con una condanna a 16 anni di reclusione. Patruno, difeso dagli avvocati Maria Antonietta Cestra e Giuseppe Lauretti, è stato così considerato estraneo all’omicidio e ne è stata disposta l’immediata scarcerazione.

Del Prete venne ucciso a colpi di pistola davanti alla sua abitazione, a Borgo Hermada, il 18 novembre 2013. Secondo gli inquirenti il delitto venne commissionato da Cerasoli, di San Felice Circeo, per non saldare un debito che aveva con la vittima, circa 200mila euro, i killer sarebbero stati ingaggiati da Bandiziol, carrozziere di Latina Scalo, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, e a fare da tramite tra quest’ultimi e il carrozziere sarebbe stato l’apriliano Patruno, detto Blindo, ipotesi quest’ultima però caduta ora in appello.

Cerasoli, Bandiziol e Patruno erano stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise del Tribunale di Latina.

Già condannato a 16 anni di reclusione anche Tommy Maida, di Aprilia, uno dei sicari, mentre il secondo presunto killer, Gianpiero Miglietta, si tolse la vita in carcere. La Corte d’Assise d’Appello di Roma, per quanto riguarda le dichiarazioni rese da Maida in udienza, ha infine inviato gli atti alla Procura di Roma e il sicario rischia ora un’altra incriminazione.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]