Aurora Immobiliare a Formia, la Cassazione mette la parola fine: si può costruire

Aurora Immobiliare a Formia, la Cassazione mette la parola fine: si può costruire

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Latina Giuseppe Miliano relativamente al dissequestro disposto dal tribunale di Latina, il 30 dicembre scorso, del cantiere del complesso residenziale Aurora Immobiliare sito nel quartiere di Gianola a Formia.

Insomma dopo oltre tre anni dal primo sequestro, avvenuto il giorno di San Valentino del 2012, la Cassazione mette la parola fine a questa vicenda giudiziaria. In quell’area a ridosso del lungomare di Gianola si possono realizzare i 16 appartamenti previsti dal progetto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con il quarto passaggio del fascicolo Aurora. Nei tre anni passati l’Aurora immobiliare ha vissuto una vera e propria epopea. Due collegi difensivi, un passaggio al Riesame, quattro in Cassazione, un Appello e tre in tribunale.

Insieme all’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Formia Roberto Guratti, e del consigliere comunale di Forza Italia Erasmo Picano, era indagato anche Antonio D’Ambrosio, titolare della società Aurora e del terreno, per concorso in lottizzazione abusiva, falso e abuso d’ufficio. Quest’ultimo, grazie al collegio difensivo composto dagli avvocati Daniele Lancia (intervista), Francesco Ferraro e Alfredo Bargi, può finalmente riaprire il cantiere.

Non è da escludere a questo punto dagli stessi avvocati anche una richiesta di risarcimento danni, a fronte del furto di strumentazioni e deterioramento degli impianti, della struttura e delle merci edili acquistate. Anche i potenziali compratori potranno tornare dopo un iniziale spavento che li aveva allontanati, come raccontano dall’Aurora.

Restano infine da capire quali ripercussioni potrà avere questo ultimo pronunciamento della Cassazione anche sull’indagine Sistema Formia, della quale il sequestro Aurora insieme al sequestro Paone era uno dei filoni d’indagine portanti dell’intero fascicolo che vede indagate a vario titolo 20 persone.

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