Arresti al Tribunale di Latina, dall’ex giudice Lollo 17 incarichi a Candeloro

Arresti al Tribunale di Latina, dall’ex giudice Lollo 17 incarichi a Candeloro

Ventitre. E’ questo il numero di incarichi ottenuti dal commercialista formiano Antonio Candeloro, secondo l’apposita graduatoria stilata dalla sezione fallimentare del tribunale di Latina tra l’1 gennaio del 2008 e il 20 febbraio 2015.

Antonio Candeloro quando nel 2013 si è candidato consigliere comunale al Comune di Formia

Antonio Candeloro in una foto del 2013 quando si candidò consigliere comunale al Comune di Formia

Poche settimane ancora sarebbero passate da questa data prima che sulla sezione fallimentare del Tribunale del capoluogo si scatenasse la bufera giudiziaria che ha portato all’arresto da parte della squadra mobile della polizia di Latina di 8 persone.

Antonio Lollo

Antonio Lollo

Tra cui spicca su tutti la figura dell’ormai ex giudice Antonio Lollo, vero dominus della vicenda secondo le indagini condotte dalle Procure di Latina e Perugia che avrebbero smascherato un sistema corruttivo all’interno del tribunale sull’assegnazione degli incarichi ai professionisti nelle procedure fallimentari.

Nessun altro come il commercialista di Formia, nonché coordinatore cittadino di Forza Italia, perché questi risulta essere primissimo nella graduatoria, e di quei 23 incarichi ben 17 sono stati assegnati proprio da Lollo.

Neanche il collega di Formia Raffaele Ranucci è riuscito a fare meglio, collocandosi all’ottavo posto con 14 incarichi, di cui 11 ottenuti dal giudice arrestato. Raffaele Ranucci è però indagato per corruzione. Secondo in graduatoria per numero di incarichi l’altro formiano Romolo Caldiero con ventidue, solo cinque dall’ex giudice.

Nessun problema per ora per Candeloro invece, che pure, però, viene ricordato dal giudice Lollo in una intercettazione nella quale lo stesso giudice ricorda, parlando con la moglie: “Mica ce lo dobbiamo sposà, portasse il pesce ogni tanto e va bene così. Fa le cose che gli do da fa, guadagna pure bei soldi quindi…  È contento e finisce la storia. Non è che lo dobbiamo sposà Candeloro. Tu pensi che quando poi io smetto di fa il giudice delegato, Candeloro te porta ancora il pesce? Non credo proprio … e manco me ne frega un cazzo però”.

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