Rifiuti tossici Indesit, i soldi riciclati a Formia nell’hotel "Marina di Castellone"

Rifiuti tossici Indesit, i soldi riciclati a Formia nell’hotel "Marina di Castellone"

marina-di-castelloneAGGIORNAMENTO – Cosa hanno in comune lavatrici e frigoriferi marchiati Ariston, alcune delle discariche tossiche della Terra dei fuochi e l’hotel “Marina di Castellone” di Formia? Nulla, all’apparenza. Tanto, tantissimo, se il tutto è messo in correlazione ad una variabile di tutto rispetto che di nome fa Cipriano Chianese.

E’ lui, l’avvocato campano legato ai clan, ribattezzato il “re della monnezza”, colui che è considerato l’inventore del traffico illecito di sostanze tossiche, che fa da anello di congiunzione tra la società “Indesit” del gruppo Merloni – che gestisce il rinomato marchio Ariston – e la struttura ricettiva formiana, già al centro di indagini ed inchieste.

Il complesso alberghiero “Marina di Castellone” è stato infatti acquistato negli anni Novanta da Chianese. Che, manco a dirlo, lo ha pagato con i fiumi di denaro provenienti dallo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. Quasi logico, per il teorico delle ecomafie, che da tempo aveva catalizzato la propria attenzione anche in terra pontina.

*Cipriano Chianese*

*Cipriano Chianese*

Meno ovvio, il fatto che buona parte di quel denaro poi riciclato a Formia sia giunta dal colosso degli elettrodomestici della famiglia Merloni, tra i leader mondiali del settore. A dirlo, una vecchia indagine della Criminalpol di Lazio, Umbria e Abruzzo. Un’investigazione durata due anni – dal 1994 al 1996 – con decine di intercettazioni e riscontri. E partita, sottolineano dalla polizia, proprio da Formia, dalla compravendita dell’ex hotel in questione.

E’ stato l’acquisto della struttura pontina a dare il via alla bomba ad orologeria che, in ritardo di quasi vent’anni, ha coinvolto la “Indesit” – primo grosso sodalizio industriale a finire sul banco degli imputati – con una recente inchiesta de “L’Espresso”.

Piuttosto esplicativa, a riguardo, un’informativa del dicembre ’96 – redatta sul finire delle indagini della polizia criminale – caduta finora nel dimenticatoio, mai resa pubblica e con alcun seguito a livello giudiziario. Un  corposo carteggio “resuscitato” e quindi finito agli atti del recente processo contro l’“avvocato della monnezza”.

Sono alcuni presunti dirigenti della società di elettrodomestici, oltre che della “sorella” “Merloni Termosanitari spa”, quelli ripetutamente intercettati al telefono con Chianese mentre discutono di smaltimenti da effettuare ed effettuati, di trasporti, di bolle d’accompagnamento e quant’altro. Nel biennio preso in considerazione, scrivono gli investigatori, era in essere “nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, verosimilmente anche tossico-nocivi data la natura stessa della produzione di questa struttura industriale, un rapporto esclusivo tra Chianese e i ‘manager’ della Indesit Merloni”.

Da segnalare che, a dispetto delle puntuali smentite dei vertici societari, la “Indesit” è ad oggi l’unica grossa società che, stando alla commissione parlamentare sui rifiuti del febbraio di quest’anno, è stata individuata con certezza “come produttore dei rifiuti avvantaggiato dall’opera del cartello criminale” di Casal di Principe.

PDF INFORMATIVA Indesit

Richiesta di precisazione

Buongiorno,

vi scrivo in relazione all’articolo di Mirko Macaro dedicato ai rifiuti tossici che chiama in causa Indesit

Premetto che apprezzo convintamente le inchieste giornalistiche, soprattutto se mirate a colpire comportamenti illeciti.

Per completezza d’informazione devo però segnalarvi che in merito al presunto coinvolgimento negli anni 90 di alcuni manager di Indesit in attività illecite riguardanti lo smaltimento rifiuti del sito di Caserta, Indesit Company ha già chiarito che non era in nessun modo a conoscenza dei fatti ipotizzati nell’articolo, che questi risalgono a 18 anni fa e che ad oggi non vi è stata alcuna notifica formale da parte delle autorità competenti in materia né alcuna Autorità, Giudiziaria o Amministrativa, ha mai nemmeno ipotizzato irregolarità di alcun genere nella gestione dei rifiuti da parte dell’azienda. Alla luce di questo, Indesit Company è il primo soggetto interessato a far chiarezza quanto prima sulla vicenda e si è messa da subito a disposizione delle autorità competenti.
Rimango a vostra disposizione per eventuali chiarimenti

Grazie, cordiali saluti

Federico Ziller

Direttore Comunicazione Corporate

Indesit Company

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