USI CIVICI A FONDI, L'OPPOSIZIONE RIACCENDE LA MICCIA: "LA SVOLTA? NON E' MERITO DELL'AMMINISTRAZIONE"

USI CIVICI A FONDI, L'OPPOSIZIONE RIACCENDE LA MICCIA: "LA SVOLTA? NON E' MERITO DELL'AMMINISTRAZIONE"

Un’infinita faccenda che da decenni tiene sulle spine buona parte dei residenti del litorale fondano, quella legata alle aree demaniali a suo tempo occupate abusivamente, localizzate soprattutto nella zona di Selvavetere. Una questione sentita, con aspre battaglie legali e dalle mille pieghe, che tira in ballo responsabilità politico-amministrative che, in un modo o nell’altro, sono attribuibili ad ogni Giunta susseguitasi nel corso degli ultimi cinquant’anni almeno.

La strada che porta al completamento dell’iter per le alienazioni da parte degli occupatari – quasi tutti con prime case sui terreni “incriminati”, spesso coltivati da generazioni – oggi pare giunta al termine, con i privati da tempo impegnati nel riconoscere formalmente alla collettività, per mezzo di un canone, quanto le spetta in termini economici.

Davvero recente, poi, la deliberazione dei vertici della Regione in merito alla riduzione del prezzo – fino al 45% – di tali alienazioni, accogliendo dunque quanto deliberato ad inizio estate dal consiglio comunale di Fondi.

*Il sindaco Salvatore De Meo*

*Il sindaco Salvatore De Meo*

Allora, i presenti votarono all’unanimità. Tutti nella stessa direzione.

Oggi, invece, ci si torna ad accapigliare. Il “casus belli” ruota attorno ad una questione di meriti. Un classico della politica.

Da una parte, l’amministrazione targata Pdl guidata da Salvatore De Meo: mercoledì è in programma a Selvavetere un incontro pubblico per “aggiornare i cittadini sul tema degli usi civici”. Tra i presenti, i vertici della Giunta.

Dall’altra, buona parte del centrosinistra che siede sui banchi dell’opposizione, cui non va giù che gli altri raccolgano i frutti di un lavoro che dicono svolto da altri.

“Quella che il sindaco spaccerà per vittoria della sua amministrazione, è in realtà la conclusione di un percorso iniziato in Regione con il consigliere del Pd Domenico Di Resta”, attaccano all’unisono i consiglieri Maria Civita Paparello, Luigi De Luca, Giancarlo Di Manno e Bruno Fiore. “Fu lui a proporre la modifica che avrebbe consentito un abbattimento dei costi di alienazione sino al 60% per le prime case edificate su terreni di demanio civico fino a 450 metri quadri. Modifica fortemente osteggiata allora dal centrodestra, che lo aveva accusato di  ‘demagogia’”.

*Nicola Zingaretti*

*Nicola Zingaretti*

Per gli esponenti di minoranza, i primi tre della civica “Civita per Fondi”, l’altro del Pd, quello appena approvato in Regione sarebbe addirittura un provvedimento “monco”. “E’ fortemente riduttivo rispetto alla proposta del Pd”, dicono. “Ma ciò basta per sbandierare la delibera regionale come un traguardo raggiunto dall’amministrazione di Fondi”.

La polemica, poi, continua: “Negli anni del governo della Polverini non si è concluso nulla, è stata la Regione di Zingaretti a risolvere l’annoso problema, dimostrando sensibilità e attenzione a questi temi e a dare risposte ai cittadini senza proclami, né strumentalizzazioni”. Affermazioni, queste ultime, che da qui a poco, a certe latitudini, potrebbero scatenare il finimondo: è giusto della scorsa settimana il discusso “affronto” dello stesso Zingaretti nei confronti della cordata di sindaci della Piana giunti in Regione per discutere sul futuro del presidio sanitario centro, lasciati ad esporre la delicata questione ai semplici addetti di segreteria. Capocordata, proprio il primo cittadino di Fondi.

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