DANIELE NARDI SCALA IL NANGA PARBAT CON LA MAGLIA DEL PARCO DEL CIRCEO

DANIELE NARDI SCALA IL NANGA  PARBAT CON LA MAGLIA DEL PARCO DEL CIRCEO

L’Ente Parco Nazionale del Circeo ha dato il suo patrocinio alla spedizione di Daniele Nardi, alpinista di fama internazionale originario di Sezze, che sta preparando l’assalto al monte Nanga Parbat, in Pakistan. L’atleta ha indossato la maglietta del Parco tra le nevi della montagna.

La spedizione, partita lo scorso 30 dicembre dall’Italia, ha come obiettivo la scalata del monte (8125 metri), impresa mai riuscita a nessuno nella stagione invernale. Quasi tutte le quattordici montagne che superano gli 8000 metri di altezza sono state già scalate nella stagione  invernale, ma all’appello mancano il  K2,  il  Broad  Peak  e  appunto il Nanga  Parbat.

La squadra è composta da Daniele Nardi, Elisabeth Revol e il cineoperatore e  movie maker Federico Santini. Il gruppo è partito il 14 gennaio dal campo base per una sessione di acclimatazione verso il Ganalo Peak, una montagna alta 6608 metri  situata sulle pendici del Nanga Parbat. Il giorno dopo, gli alpinisti hanno raggiunto quota 6000 metri.

Il 17 gennaio Daniele Nardi e i suoi compagni erano di nuovo al campo per recuperare le energie.

“Negli ultimi due giorni – ha detto Nardi, che è anche ambasciatore per i diritti umani e in questa spedizione porta con sé l’Alta Bandiera dei Diritti Umani – ha nevicato moltissimo, le probabilità di scalare il Nanga Parbat passano anche attraverso le condizioni meteorologiche. Nessuno è stato fin ora in grado di  scalare questa montagna in inverno, impossibile se non c’è una finestra di bel tempo lunga almeno  tre giorni. Stiamo programmando la scalata per fine gennaio quando avremmo finito il periodo di  acclimatazione e ci aspettiamo di avere una finestra di bel tempo abbastanza lunga per garantirci  l’ascesa. Le temperature al campo base arrivano a -25 gradi di notte mentre di giorno al sole -12. Il  sole però lo vediamo solo 3 ore al giorno in quanto il campo base è posizionato ai piedi di una  conca. E’ difficile quindi caricare le batterie che ci servono per le comunicazioni. Qui al campo base  non ci si ferma mai, siamo sempre in movimento. Sono contento che il gruppo è coeso e che quindi  ci sia un buon feeling. Tra qualche giorno – ha concluso Nardi – ripartiremo per un’altra sessione di acclimatazione, torneremo  sul  Genalo  Peak,  una  montagna  fantastica  alta  6608  metri.  Non  abbiamo  fonti  ufficiali  ma  anche questa ascesa potrebbe essere una prima invernale”.

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