LAZIO, AL VIA ITER LEGGE REGIONALE SULLO STALKING

LAZIO, AL VIA ITER LEGGE REGIONALE SULLO STALKING

Ha preso il via, questa mattina, in commissione Sanità l’iter della proposta di legge regionale “Misure per prevenire e contrastare l’insorgenza e la diffusione dello ‘stalking'” con un primo voto sul titolo espresso all’unanimità. L’esame nel merito, con i relativi emendamenti, è stato previsto per la prossima seduta. Il testo, come illustrato dai proponenti Claudio Bucci (Idv) e di Isabella Rauti (Pdl), punta ad istituire servizi antistalking nelle Asl, con lo scopo di garantire adeguate misure di sostegno a chi sia vittima di questi soprusi e di avviare progetti miranti anche al recupero degli autori. Previsti un “Osservatorio regionale” per il monitoraggio del fenomeno e la stipula di protocolli di intesa ad hoc con autorità giudiziarie e autorità pubbliche per definire un iter di azione per contrastare il fenomeno. “A livello regionale c’è bisogno di dare una risposta allo stalking” ha detto Bucci. Rauti ha affermato che, se approvata, questa legge “consentirebbe di segnare un percorso di civiltà”.

La presidente della commissione Sanità, Alessandra Mandarelli, ha espresso plauso all’iniziativa della ‘proposta di legge sullo stalking’, specificando però la necessità di renderla meglio compatibile, anche dal punto di vista terminologico, con la legge nazionale – che all’art. 612 bis codice penale prevede l’istituzione di questo reato – la quale risulta essere materia riservata allo Stato. E la stessa necessità di compatibilità vale con le norme in materia di competenza sulla sicurezza, che non è in capo alle Regioni.

Inoltre, nell’ottica di rendere ancora più efficace ed efficiente il contenuto della proposta, la presidente ha dichiarato: “Ritengo sia opportuno indirizzare e portare la materia dello stalking verso un approccio multidisciplinare che vada nel senso della prevenzione e della tutela, integrandosi con i servizi socio-sanitari già presenti e funzionanti sul territorio. In questa senso, dunque, lo stalking va affrontato in un ambito di medicina territoriale, affidando le strutture esistenti e costituende alle competenze dei distretti socio-sanitari, piuttosto che esclusivamente alle Asl”. “Questa indicazione – ha aggiunto Mandarelli – inoltre, è in linea con le direttive del piano di rientro, che predilige, in un’ottica di appropriatezza delle cure e di approccio alla soluzione dei problemi, la medicina territoriale a quella ospedaliera, come pure le soluzioni multidisciplinari – comprensive di prevenzione, cure domiciliari e soluzioni ambulatoriali – ad una risposta prettamente ospedaliera e sanitaria”.

Lidia Nobili (Pdl) ha anticipato l’intenzione di proporre un allargamento dei servizi antistalking anche in Comuni e Province. Ha invece auspicato un iter rapido di approvazione Enzo Foschi (Pd), anche se si è detto preoccupato per i costi, temendo uno stop in sede di commissione Bilancio. Stesse preoccupazioni sono emerse anche dall’intervento, pur sempre favorevole alla proposta Bucci-Rauti, di Raffaele D’Ambrosio (Udc). Emendamenti sono stati annunciati dalla stessa Rauti, che ha accolto il suggerimento di Giulia Rodano (Idv) circa l’opportunità della indicazione da parte dell’Agenzia di sanità pubblica di linee guida ad uso degli operatori per individuare correttamente i casi di stalking.

Hanno partecipato alla seduta Giuseppe Melpignano (Lista Polverini), Andrea Bernaudo (Pdl), Francesco Battistoni (Pdl), Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella) e Giuseppe Celli (Lista civica cittadini/e).

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