TERREMOTO NEL PDL PONTINO, LUIGI PARISELLA CHIEDE LA TESTA DI CLAUDIO FAZZONE

*Luigi Parisella*

Terremoto politico nel Popolo delle libertà pontino. Luigi Parisella, già sindaco di Fondi e attuale consigliere provinciale del partito, intona il “De Profundis” all’indirizzo del senatore Claudio Fazzone, coordinatore provinciale del partito. La clamorosa rottura si è registrata nel corso dell’ultima riunione del gruppo consiliare Pdl in amministrazione provinciale. Il presidente della commissione lavoro formazione professionale, già sindaco di Fondi e uno dei massimi sostenitori del senatore, sul cui nome ha sempre riversato il pienone elettorale che Parisella fa registrare a Fondi dove il popolo lo ha consacrato come “il sindaco sempre in mezzo alla gente”, per la sua pronta e ininterrotta disponibilità, nel corso dei lavori presieduti dal capogruppo di via Costa, Paolo Graziano, ha chiesto per il partito, in provincia, una guida democratica, capace di recepire le istanze che provengono dalla base, che prenda decisioni in maniera condivisa e che non accetti supinamente autentici dickat dall’alto, con il rischio di subire l’emarginazione se si osa dissentire dalle indicazioni “comunicate” da chi comanda con il personale giudizio insindacabile.

Il senatore Claudio Fazzone

Tutto questo, secondo Parisella, sempre più apprezzato, a Fondi, per la mole di opere portate a termine soprattutto nel suo primo mandato, grazie anche al contributo della regione Lazio, il cui consiglio, a quel tempo, era presieduto da un Claudio Fazzone in una crescita politica che sembrava inarrestabile, sta predisponendo il partito per una sicura Waterloo elettorale e sta facendo perdere forza rivendicativa alla provincia pontina nell’ambito regionale, dove è fin troppo manifesta la ruggine intercorrente con il governatore, Renata Polverini, da tempo “sorda” alle esigenze della pur numerosa e dinamica gente della provincia, che sta pagando le ripicche di chi deve togliersi i sassolini dalla scarpa per i sistematici scontri con i “ducetti” locali. Fin qui la cronaca dei fatti che, seppur contenuta nel riserbo massimo che gli uomini del PdL si erano imposti, è trapelata perchè in via Costa i muri hanno occhi e orecchie.

Da parte dell’interessato, Luigi Parisella, non c’è stato alcun riscontro alle nostre richieste in merito, facendo capire che, per disciplina di partito, lui si attiene alla regola che vuole che i fatti interni vadano discussi nell’ambito della formazione politica di appartenenza. Ma lo scalpore destato in provincia dalla notizia che sarebbe poco definire esplosiva, ha già fatto scattare tanti interrogativi sul futuro del partito, sulle posizioni che all’interno assumeranno i tanti big provinciali e locali, e sulla conferma che a far saltare i ripetuti successi elettorali del PDL non sarebbe stata la
consistenza dialettica e programmatica proposta, in alternativa, “da personaggi e alleanze ogni volta in cerca di sigle e identità nuove”, ma l’implosione interna di un partito, forte di consensi raccolti in un elettorato che cerca il “progresso senza avventure” e che, pertanto, non se la sente di lasciare la via vecchia senza avere garanzie su quella nuova.

Spontanee le domande che ora nascono. Cosa farà Armando Cusani, alleato di ferro di Claudio Fazzone, ma scevro da atteggiamenti da “ipse dixit”. Come si allineeranno personaggi della portata di Tiero, Merolla, Procaccini, Picano a Formia, Graziano a Minturno, il consigliere provinciale di Itri, Claudio Cardogna, e tutta la “Nomenklatura” pontina che ha tributato a Fazzone e ai suoi candidati vittorie bulgare, nonostante l’attacco concentrico e a volte unilaterale degli organi di informazione mediatica? Ma soprattutto, la gente si chiede: nella Fondi di Claudio Fazzone, ma che è anche la Fondi che ogni giorno si ferma a parlare con Luigi Parisella, un sindaco tanto capace di ascoltare e di capire le istanze che provengono dalla gente, specie quella comune, come si delineeranno le posizioni? Certamente non sarà facile per il
senatore, che ricevette dal premier Berlusconi un telegramma di congratulazioni “ad personam” per il risultato elettorale più folgorante di tutta Italia, opporsi al devastante tsunami che da Aprila a Ventotene (se consideriamo l’ordine alfabetico), o da Aprilia al Garigliano (se prendiamo in esame il dato della latitudine geografica) si scatenerà nei
33 comuni pontini dopo che il più fidato e più obbediente dei sostenitori del “leader maximo” ha gettato il classico sasso nell’acqua torbida dello stagno.

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