CORI: CONTINUA PORTA ROMANA

porta-romana La staffetta festaiola, aperta la scorsa settimana da Porta Signina, questo week – end farà tappa a Porta Romana: scendendo la circonvallazione Gramsci, ci spostiamo a Cori Valle, nella parte del paese che immette in direzione Roma.
Rione contraddistinto dai colori giallo-celeste, recante sullo stemma un arco con una freccia, ha un motto «PER ASPERA AD ASTRA», che sintetizza più di tante parole la storia di questa squadra: pur non volendo infierire sulla cenerentola del Carosello, non si può non osservare che le asperità sono ancora tante e le stelle molto lontane, solo 8 i palii vinti (3 palii Madonna del Soccorso, nel 1995 – 98 e 2002; 5 palii di Sant’Oliva, nel 1998 – 99 – 2000 e 2002), anche se nell’ultima tornata ha dato una buona prova di sé.
La domanda sorge spontanea: come mai tanta penuria di vittorie? I tifosi danno la colpa alla dea bendata che guarda sempre altrove e al fatto che questa è l’unica porta che non ha la possibilità di correre una corsa in casa propria; ma le voci più esperte sottolineano soprattutto che questo è l’unico rione della città dove scarseggiano i cavalieri natii, ed infatti è quello che più di tutti, nel corso degli anni passati, ha dovuto fare ricorso ad inanellatori esterni, per lo più cisternesi, poco attaccati alla maglia, nonché a figuranti di Giulianello, frazione di Cori, da sempre considerata parte integrante di Porta Romana.
Da molti anni oramai la squadra è composta da quattro contradaioli purosangue come Fiaschetti Benedetto e Fiaschetti Sergio, con due new entry Fiaschetti Alessandro e Roberto Marchioni: la storica penuria di cavalieri implica non solo una estrema difficoltà nel ricambio generazionale, ma anche una scarsità di stimoli per i senatori del gruppo.
Il programma prevede due sere all’insegna, come tradizione vuole, della buona cucina e del gusto rinascimentale: come suo costume, il Comitato di Porta Romana fa sapere che, dai toni decisamente meno attuali e più cinquecenteschi, il menu del banchetto che si terrà è ancora top secret per non rovinare la sorpresa ai contradaioli e quanti vorranno parteciparvi; ma i riferimenti rinascimentali, dal piatto, si propagheranno poi negli abiti di alcuni commensali particolari, nella musica e nelle danze, ma soprattutto nelle esibizioni degli storici sbandieratori di Cori.
Per tutti il ritrovo è fissato per venerdì, sabato e domenica, 9, 10 e 11 luglio, alle ore 20:00 presso il piazzale di Santa Maria della Pietà, area caratteristica di Cori Valle, dove appunto sarà possibile degustare un genuino menu a base di pietanze e dolci tipici del luogo.
Rinascimento ma non solo perché, come ogni angolo di Cori, anche la zona che abbraccia il rione di Porta Romana è ricco di monumenti dalla bellezza mozzafiato che meritano di essere visitati uno ad uno: dal candelabro pasquale del duecento, a giudizio di esperti il più antico che si conosca, conservato tra le mura della chiesa di Santa Maria della Pietà, chiesa nata sulle rovine del Tempio di Fortuna e Diana,  agli affreschi, di autori sconosciuti, ma quasi sicuramente della scuola di Masolino, e le preziosità che arricchiscono la cappella dell’Annunziata, una miniatura sacra, datata tra il XIII-XIV secolo, da tempo dichiarata monumento nazionale; e poi la Chiesa di San Francesco, costruita tra il 1521 e il 1528, che deve il suo lustro al soffitto a cassettoni dorati su fondo azzurro e al chiostro adiacente.
Inoltre, arricchiscono la contrada i numerosi palazzi nobiliari delle numerose famiglie nobili coresi, residenti in questo rione, personaggi storici di rilievo, esistenti durante l’epoca della rievocazione, come i Landi – Vittori, i Riozzi (Laurenzio Riozzi, fu Cavaliere delle Grandi Milizie sotto Clemente VII), i Montagna, i Fasanella (il notaio Cesare Fasanella), i Maggi e i Mattei (Giacomo Mattei, procuratore del Convento di San Francesco)».

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