Il Parco non molla su Zannone: vuole monitorare gli uccelli

Il Parco non molla su Zannone: vuole monitorare gli uccelli

Mentre il Comune di Ponza, dopo il voto all’unanimità in consiglio per uscire dal Parco Nazionale del Circeo, si prepara a una lunga e dura battaglia per riprendere la gestione dell’isola di Zannone e dire addio all’area protetta, il Parco torna a investire proprio su Zannone. L’Ente intende riprendere il monitoraggio degli uccelli marini su quel lembo di terra.

Un’iniziativa che si inserisce nel progetto per il monitoraggio delle cinque maggiori specie di uccelli marini di interesse conservazionistico presenti nell’area tirrenica, portato avanti da diversi Parchi e con capofila quello dell’Arcipelago Toscano.

L’Ente del Circeo vuole tornare così a Zannone per compiere uno screening delle specie presenti sull’isola, localizzare le colonie sconosciute di uccelli marini e contarli, appurare l’assembramento di berta maggiore e minore, riprendere il censimento dei nidi, contare e inanellare i pulcini. Nell’ambito dello stesso progetto, il Parco vuole inoltre monitorare l’eventuale insediamento del gabbiano corso sulle coste del promontorio e installare, se possibile, delle telecamere per controllare le colonie e dei nidi artificiali per le berte minori.

Prendendo tale iniziativa, però, lo stesso Parco ammette dei problemi per quanto riguarda lo stato in cui versa Zannone. L’Ente specifica infatti che il monitoraggio degli uccelli marini a Zannone non era stato ultimato nei primi sei mesi del 2016, “a causa delle criticità logistiche riguardo l’isola”.

L’incarico è stato affidato nuovamente, per 23.800 euro, al Gruppo pontino ricerca ornitologiche di Latina, essendo da tempo impegnato nella ricerca e nel monitoraggio delle berte, del marangone dal ciuffo e del gabbiano corso nel territorio del Parco e soprattutto a Zannone.

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