Droga tra la Campania e il Sud Pontino, Rotondo ai domiciliari

Torna a casa, agli arresti domiciliari, Matteo Rotondo, imputato di spicco nel procedimento penale aperto per una presunta associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti tra la Campania e il Lazio. Un sodalizio criminale capeggiato, secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, dai fratelli Domenico e Raffaele Scotto, di Napoli.

Ritenuto anello di congiunzione tra i vertici del clan ed i pusher locali operanti in provincia di Latina, Rotondo secondo gli inquirenti gestiva la piazza di spaccio di Gaeta.

Il Tribunale di Cassino ha accolto l’istanza dei suoi difensori, gli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Gianluca Di Matteo, che hanno sottolineato la giovane età del 25enne originario di Sessa Aurunca, il tempo trascorso e l’affievolirsi delle esigenze cautelari. Di qui, la concessione della sostituzione della misura, permettendo così all’imputato di lasciare il carcere di Frosinone.

Il processo intanto è stato aggiornato al 9 settembre prossimo, quando saranno sentiti i militari che hanno condotto le indagini sin dall’anno 2016.