Casa di cura ‘Città di Aprilia’: due infermiere aggredite e calci e pugni

Casa di cura ‘Città di Aprilia’: due infermiere aggredite e calci e pugni

E’ stata sporta denuncia a carico delle due donne, madre e figlia rispettivamente di 73 e 46 anni che nella giornata di ieri, domenica 10 gennaio, hanno insultato e ferito due infermiere della clinica ‘Città di Aprilia’, prendendole a calci e pugni.

Un episodio di violenza che ha richiesto l’intervento dei carabinieri e ha costretto alla chiusura il reparto di pronto soccorso, fino al primo pomeriggio. Per le due infermiere, 7 e 10 giorni di prognosi; madre e figlia sono invece state denunciate per lesioni ed interruzione di pubblico servizio.

Un episodio che non ha lasciato indifferenti i vertici della politica, di seguito la nota a firma del consigliere regionale di Forza Italia Lazio e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone, che ha totalmente condannato quanto accaduto.

“Non esistono preoccupazioni, tensioni, ragioni o contesti che possano, mai ed in alcun caso, giustificare la violenza in generale e nei confronti del personale sanitario, in particolare.

Quanto accaduto nel pronto soccorso della Casa di Cura Città di Aprilia ieri mattina dove, stando quanto riportato dalla stampa, due infermiere che stavano svolgendo il proprio lavoro sono state aggredite, insultate e picchiate da due donne è inaccettabile.

Quello che preoccupa è che tali episodi si ripetono con frequenza a dimostrazione della carenza di adeguata sicurezza a tutela di chi lavora in prima linea per dare assistenza e cure ai pazienti. Medici, paramedici e gli addetti, a tutti i livelli, delle strutture sanitarie vanno tutelati e messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio e nella massima tranquillità il loro lavoro.

Chi aggredisce il personale sanitario aggredisce la sanità stessa, impedisce, come accaduto ieri con la chiusura temporanea del pronto soccorso seguita all’aggressione, a tutti di accedere alle cure nei modi e nei tempi di cui necessitano e questo non possiamo permetterlo.

Alle due infermiere esprimo solidarietà e vicinanza per aver subito atti di violenza vili e vergognosi e gli auguro una pronta guarigione. Spero che tali fatti diano la sveglia al presidente Zingaretti e al direttore Casati che si ostinano a dire che va tutto bene rifiutandosi, volutamente, di vedere quale è la realtà che si vive nei nostri ospedali ogni giorno”.

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